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De Falco trasferito: "E' vessazione, io sono stato destituito"

Eliana Giusto
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E' stato trasferito e ora anziché mansioni operative ha compiti da ufficio. Ma il capitano Gregorio De Falco, che tutti conoscono per il naufragio della Costa Concordia e per il modo in cui ha trattato Schettino, non ci sta. "Dopo vent'anni di servizio ricevere un incarico senza alcuna valenza, senza alcuna responsabilità diretta, per essere pagato per niente non mi piace, non mi va". La sintesi - Così ha detto in Senato durante l'audizione in Commissione Lavori Pubblici richiesta dal senatore del Pd Marco Filippi. "Un cambio di incarico non mi fa piacere - aggiunge De Falco - non è una questione personale e se ci sarà un'altra fase eventualmente giurisdizionale vedremo. Non traggo conseguenze, osservo e basta, non deduco. È accaduto qualcosa quella notte, c'è stato un certo fatto e dopo, alla fine di del fatto, c'è stato questo provvedimento. Questa è la sintesi". Insomma, De Falco è stato punito dopo il suo intervento durante il naufragio della Concordia. Demansionamento - "Il provvedimento di avvicendamento lo ritengo un atto che assume connotazioni di vessazione, pesante vessazione e demansionamento. Tanto da essere pronto a lasciare", precisa il capitano. E a chi gli chiede di continuare a indossare la divisa, come il presidente della Commissione Altero Matteoli, De Falco risponde: "Ringrazio per avermi ascoltato. È un momento in cui sento le istituzioni vicine anche come cittadino". Ma "non c'è ordinarietà in quello che è stato fatto. Io non sono stato collocato in una organizzazione, ma spostato in un luogo che non esisteva e che tutt'ora stanno attrezzando". 

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