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Carabiniere ucciso a Roma, fermati due cittadini americani ma qualcosa non torna: "Vicenda complessa"

Cristina Agostini
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Sono stati fermati e saranno a breve interrogati per l'uccisione del carabiniere Mario Cerciello Rega dai magistrati della Procura di Roma due cittadini americani. Si tratta di studenti della John Cabot University. Gli inquirenti sospettano fortemente che possano aver avuto un ruolo nel furto del borsello e poi nell'omicidio del vice brigadiere. I due erano stati sorpresi dai carabinieri questa mattina 26 luglio presso l'hotel Meridien di via Federico Cesi, a pochi passi dal luogo del delitto. Leggi anche: "Se fosse stato un carabiniere a uccidere un ladro...". La rabbia di Vittorio Feltri: quel vergognoso silenzio La Procura indaga per omicidio. Il titolare del fascicolo, coordinato dall'aggiunto Nunzia D'Elia, è il pm Maria Sabina Calabretta. Nel corso delle ricerche, gli investigatori hanno estratto da una grata un oggetto appuntito, simile a un punteruolo. Resta da capire se sia riconducibile all'omicidio. Come del resto il comune coltello da cucina che è stato estratto dal fondo di un'altra grata sul lato opposto del palazzo.  Non è ancora chiaro se quanto accaduto questa notte con il furto di un borsello ai danni di un uomo e culminato con la morte del vicebrigadiere abbia a che fare effettivamente con il blocco di un tentativo di "cavallo di ritorno" organizzato dai carabinieri assieme alla vittima stessa del furto. A nutrire non poche perplessità sono gli inquirenti che vogliono capire come effettivamente si siano svolti i fatti, a cominciare dalla dinamica del furto. "La vicenda potrebbe anche essere più complessa di quello che si pensava all'inizio", è l'unico commento che filtra da palazzo di giustizia.

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