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L'accusa della sorella di Latorre: "L’Italia ha rovinato la festa del suo ritorno"

di Ignazio Stagnodomenica 21 settembre 2014
L'accusa della sorella di Latorre: "L’Italia ha rovinato la festa del suo ritorno"

3' di lettura

Massimiliano Latorre è a casa. L’aereo che lo ha riportato in Italia è atterrato alle 16.30 di ieri pomeriggio all’aeroporto militare di Grottaglie, in provincia di Taranto, dove ad attendere lui e la compagna Paola Moschetti c’erano il ministro della Difesa Roberta Pinotti, il capo di Stato Maggiore della Difesa, ammiraglio Luigi Binelli Mantelli, e il capo di Stato Maggiore della Marina Militare, ammiraglio Giuseppe De Giorgi. Il fuciliere di Marina non è stato trasportato all’ospedale militare, ma preso subito in carico da un’equipe di medici che dovrà occuparsi della sua riabilitazione ed è stato accompagnato a casa di una delle sorelle. La compagna, appena atterrata, dopo aver chiesto privacy per i prossimi mesi, ha spiegato: «Massimiliano si è separato con disagio da Salvatore, verso il quale nutre intensi sentimenti di amicizia: vi è stato costretto da ragioni mediche e avrà bisogno di riacquistare la tranquillità necessaria al suo ristabilimento». La notizia del suo rientro ha scatenato commenti sul web. Moltissimi italiani hanno voluto far sentire la loro vicinanza alla famiglia del marò. Ma tra i tanti commenti positivi anche qualcuno negativo. C’è chi è arrivato a insinuare che l’ischemia di Latorre possa essere una montatura, chi ancora lo ha accusato di aver lasciato Girone in India, chi si è addirittura accanito con lo Stato italiano «colpevole di averlo fatto rientrare». È il caso della pagina Facebook “Hang till death italian marines”, presumibilmente creata da qualche indiano residente in Italia e, comunque, da qualcuno che ha il solo scopo di accusare i marò. Come foto profilo sono state inserite le immagini dei due pescatori uccisi nelle acque indiane. La pagina, che conta quasi 400 membri, è stata presa di mira da tantissimi italiani, che l’hanno segnalata. «In Italia li definiscono eroi - scrive l’amministratore -, ma sono assassini». Le accuse hanno fatto irritare - e non poco - la famiglia Latorre. «Massimiliano - ha scritto ieri la sorella Carolina su Facebook, poche ore prima del rientro del fratello - sta per fare ritorno, temporaneamente, in Italia, dove speriamo troverà un clima sereno per affrontare il decorso dell’ischemia che lo ha colpito 15 giorni fa. Vorremmo fare delle considerazioni: non torna per trascorrere un periodo di vacanza, ma per riprendersi. La decisione è stata senz’altro congiunta, inoltre polemizzare e fare insinuazioni è inutile e inopportuno e dimostra una meschinità d’animo infinita. Certo - ha detto ancora - che noi italiani riusciamo a rovinare qualsiasi cosa. Per questo motivo non saremo mai considerati una nazione cui dare rispetto. E a coloro ai quali prudono le mani sulle tastiere ricordo che, cristianamente, non auguro loro nulla di male, ma vorrei fossero al posto di Massimiliano, giusto per avere contezza della situazione». L’appello della famiglia resta quello a consentire che il loro congiunto possa riprendersi serenamente. Intanto il presidente della Camera, Laura Boldrini, ha chiarito che «si deve fare in modo che la vicenda dei marò si risolva. Il rientro a casa di Latorre è certamente una cosa positiva, ma servono tempi certi per la definizione». Il ministro Pinotti ha invece dichiarato: «Siamo contenti che oggi Massimiliano sia tornato. Dal momento della sua malattia abbiamo lavorato perché questo avvenisse. Ma noi non dimentichiamo che dobbiamo risolvere complessivamente la questione dei nostri due fucilieri di Marina. Il giorno in cui la Corte Suprema si è espressa per dire che Latorre poteva tornare, - ha proseguito - ho chiamato Salvatore Girone così come oggi ho voluto sentire la sua famiglia, perché non c’è dubbio che vi è stata un emergenza legata alla salute e su questa emergenza abbiamo trovato una disponibilità da parte del governo indiano, ma ora vorremmo aprire questa disponibilità al fatto che vogliamo risolvere completamente la vicenda». In India, intanto, resta Girone. Il governo, ha assicurato il ministro, non lo abbandona. La speranza, secondo fonti vicine alla Difesa, sarebbe quella che l’India potesse accettare anche la sua istanza di rimpatrio in attesa del processo. di Chiara Giannini