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Papa Francesco: "Lecito fermare l'aggressione"

di Lucia Espositodomenica 24 agosto 2014
2' di lettura

"E' lecito fermare l'aggressore ma non bombardare", lo ha detto Papa Francesco che  ha quindi approvato l’uso della forza per fermare i militanti islamici che stanno attaccando le minoranze religiose in Iraq, ma ha spiegato che la comunità internazionale, e non solo un Paese,  dovrebbe decidere come intervenire. Bergoglio ha anche sottolineato che lui e i suoi consiglieri hanno considerato l’ipotesi di recarsi nel nord dell’Iraq per mostrare solidarietà con i cristiani perseguitati. Ma per ora non c’è stata decisione a questo  proposito.  Intervista in volo - Durante il volo di ritorno dalla Corea, infatti, al Santo Padre è stato chiesto se approvava gli attacchi degli aerei statunitensi unilaterali sui militanti dello Stato islamico che hanno conquistato aree del nord e dell’ovest del Paese e del nord-est della Siria e hanno costretto i cristiani e le altre minoranze religiose a convertirsi all’Islam o ad abbandonare le loro case.  Francesco, ha però spiegato che gli attacchi non devono servire a fermare gli attacchi ingiusti ma non devono essere una «scusa» utilizzata dalle potenze mondiali per giustificare "una guerra di conquista". Una nazione da sola - ha ancora aggiunto riferendosi agli Usa - non può giudicare come si pone fine a questa aggressione. Dopo la seconda guerra mondiale, è nata l’idea delle Nazioni Unite:è  lì che si deve discutere "C’è un’aggressione ingiusta? Sembra così. Come dovremmo fermarlo?’ Solo questo. Niente di più". I conflitti -  "Siamo entrati nella Terza guerra mondiale, solo che si combatte a pezzetti, a capitoli". Non ha nessun dubbio Papa Francesco sulle crisi internazionali. Il Pontefice spiega che è stato raggiunto "un livello di crudeltà spaventosa" di cui spesso sono vittime civili inermi, donne e bambini. "La tortura è diventata un mezzo quasi ordinario".Bergoglio ha poi detto di "essere pronto a recarsi nel Kurdistan" iracheno per pregare e alleviare la sofferenza delle popolazioni colpite dalla guerra: "In questo momento non è la cosa migliore da fare, ma sono disposto a questo".