Giorgio Bozzo stava dormendo nel suo camper assieme alla moglie Rita quando è stato assalito, accoltellato e ucciso, venerdì scorso, in Turchia, a Rize, nei pressi di Trebisonda sul mar Nero, da due persone entrate per derubarlo. Genovese, aveva 70 anni ed era in Turchia in missione umanitaria assieme alla moglie, che è stata ferita solo lievemente, e rientrerà a Genova, città natale dei coniugi, nelle prossime ore. La tragedia - Sulla via del ritorno del viaggio umanitario organizzato dall'associazione "Arance di Natale Onlus", (avevano viaggiato per quasi 4.000 km per portare medicinali in un ospedale su un altopiano dell'Armenia) i coniugi stavano rientrando e avevano parcheggiato il loro camper nel piazzale di un ristorante e si erano fermati a pernottare. I responsabili dell’aggressione, a sentire i media turchi, sono già stati individuati e fermati: hanno ucciso Giorgio Bozza per portargli via il portafogli. Il dolore - "Lo avevo sconsigliato di intraprendere quel viaggio, nonostante avesse alle spalle decine di esperienze di questo tipo. Ma lui è voluto partire comunque. E' incredibile quello che è successo, era nel suo camper che dormiva ed è stato ucciso da un delinquente". Mario Bozzo, fratello della vittima, ha la voce rotta dalla commozione. "Sconvolti" si dicono allo stesso modo i dirigenti della Onlus a cui fa eco Roberta, un'altra volontaria di Arance di Natale Onlus: "Giorgio Bozzo era la miglior persona che si potesse conoscere e non lo dico perché non c'è più. Gentile, disponibile sempre pronto ad aiutare il prossimo". Nelle ore successive alla tragedia, il quotidiano online turco Bugun ha parlato di "vergognoso omicidio".




