Roma, 19 apr, (Adnkronos) - Amnesty International "sollecita il Consiglio nazionale di transizione (Cnt) della Libia a indagare immediatamente sulla morte sotto tortura, in un carcere di Misurata, di un uomo appartenente all'etnia tawargha, la popolazione libica nera che sta subendo gravi violazioni dei diritti umani". "Il corpo di Barnous Bous'a, 44 anni, padre di due figli - riferisce l'organizzazione in una nota - e' stato restituito alla famiglia lunedi' scorso pieno di ematomi e ferite da taglio, tra cui una ancora aperta sulla nuca". "Durante il conflitto Bous'a era fuggito dalla sua citta', Kararim, riparandosi a Sirte - prosegue la nota - Quando anche questa citta' era stata coinvolta nei combattimenti, si era rifugiato a Misurata. Qui, ad ottobre, mentre cercava di tornare a Sirte, era stato arrestato dalle milizie locali e trasferito in una struttura detentiva gestita dal Comitato per la sicurezza di Misurata". Stando alle ricerche di Amnesty International, "dal settembre 2011 piu' di una decina di persone sono morte mentre si trovavano in centri di detenzione diretti dalle milizie armate. "La tortura nei confronti di presunti sostenitori e soldati di Gheddafi e soprattutto dei neri libici dell'etnia tawargha - denuncia l'organizzazione - e' assai diffusa in Libia. L'intera popolazione della citta' di Tawargha, 30.000 persone, e' stata colpita dalle azioni di rappresaglia delle milizie armate, che accusano i tawargha di aver sostenuto il deposto regime e di aver commesso crimini durante l'assedio e il bombardamento di Misurata da parte delle forze di Gheddafi". (segue)




