Terni, 10 apr. (Adnkronos) - Un'accesa lite ieri pomeriggio ha coinvolto numerosi avventori di un bar vicino alla stazione ferroviaria di Terni. Un equipaggio della squadra volante della Questura in servizio di controllo del territorio transita di fronte al bar e vede quello che sta accadendo. Gli agenti intervengono immediatamente. Al loro avvicinarsi quasi tutte le persone coinvolte nella lite (per lo piu' extracomunitarie) si danno alla fuga. Tra quelle bloccate dai poliziotti vengono identificati un cittadino eritreo, B.A., 23 anni, mediatore interculturale, e un cittadino albanese, G.B. 38 anni, imprenditore edile. Gli altri presenti indicano loro due quali responsabili dell'inizio del parapiglia. In particolare l'albanese avrebbe offeso l'eritreo apostrofandolo come ''sporco negro''. Non c'e' bisogno di molti riscontri, visto che G.B. continua a insultare e minacciare di morte l'eritreo anche alla presenza degli agenti, che con non poca difficolta' riescono alla fine a riportare la calma tra i protagonisti della lite. A quel punto il giovane eritreo indica un uomo che, approfittando della confusione, lo aveva rapinato del suo smartphone. Si tratta di un macedone, J.A. di 42 anni, imbianchino. Mentre l'albanese e l'eritreo erano in piena colluttazione, J.A. afferra il giovane africano per un braccio, torcendoglielo violentemente e costringendo cosi' il giovane a mollare il telefonino che stringeva in mano. L'uomo ha effettivamente in tasca il cellulare appena sottratto e, per questo, i poliziotti lo arrestano per rapina. G.B. viene denunciato in stato di liberta' per lesioni personali, minaccia e, in considerazione degli insulti rivolti al giovane eritreo, anche per violazione della legge sulle discriminazioni razziali. L'aggredito, viene quindi visitato dai sanitari del pronto soccorso che gli riscontrano lesioni ed escoriazioni guaribili in 25 giorni.




