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Coronavirus, il padre di Emanuele, la vittima più giovane a Roma: "Era sano, integro, non fumatore"

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Emanuele Renzi, 34 anni, ex studente d’ingegneria e poi dipendente di un call center, trasferitosi a Roma dai tempi dell’università, papà di un bambino di sei anni, è la più giovane delle 53 vittime finora registrate nel Lazio. Impiegato in una società privata che lavora anche per Poste italiane, Emanuele è morto nella notte tra sabato e domenica al Policlinico di Tor Vergata, dopo essere risultato positivo al coronavirus. Fatale la crisi respiratoria, intervenuta nel reparto di terapia intensiva, legata a un improvviso aggravamento del quadro clinico. "Mio figlio aveva un fisico integro, perfetto. Da sportivo. Era sanissimo, non fumatore... " è il ricordo commosso lasciato al Corriere della sera del pare di Emanuele.

Come da protocolli sanitari, ai genitori, accorsi subito in ospedale, è stato impedito di vedere il figlio. Un decesso - a un’età giovane, senza allarmi pregressi - che ora è destinato a far interrogare il mondo scientifico. Ma dove e in quali circostanze è rimasto contagiato Emanuele Renzi? Una prima ipotesi è stata fatta balenare dalla nota emessa dall’Unità di crisi Covid-19 della Regione Lazio: "Proveniva da un viaggio in Spagna".

 

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