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Luca Palamara, toghe in ansia per Matteo Renzi su Banca Etruria: “Così lo indeboliamo troppo”

Matteo Renzi

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Luca Palamara il 4 dicembre 2017, scrive: "Ma così indebolisce Renzi".​​​​​, riferendosi all'allora procuratore di Arezzo, Roberto Rossi, che voleva lasciare l'inchiesta su Banca Etruria che coinvolgeva Pier Luigi Boschi, il padre dell'allora sottosegretaria alla presidenza del Consiglio Maria Elena. Le chat, come rivela La Vertità, di Palamara, indagato a Perugia per corruzione, continuano a confermare l'orientamento politico delle azioni dell'ex leader di Unicost,  Il procuratore Rossi infatti è uno dei colleghi che Palamara considera a sé più vicino. I due avevano condiviso la militanza nella giunta "antiberlusconiana" (definizione dello stesso Palamara) dell'Anm di cui il magistrato sotto inchiesta era stato presidente e Rossi componente. Negli anni successivi quest' ultimo ha gestito l'inchiesta per turbativa d'asta, evasione fiscale e violazione delle norme antiriciclaggio ai danni di Boschi senior, procedimento da cui, in più tappe Boschi è uscito sempre indenne, fatti avvenuti mentre lo stesso Rossi era consulente del governo Renzi.

 

 

.Il 17 ottobre 2018 durante il plenum del Csm emergono alcune riserve sulla conferma per altri 4 anni a procuratore di Rossi e il voto viene fatto slittare. Il consigliere del Csm Fuzio scrive a Palamara per complimentarsi con lui per il "bell'intervento su conferma di Rossi" e per criticare la posizione espressa da un altro consigliere contro il magistrato aretino: "Con Lanzi sarebbero stati cazzi amari per voi". Alessio Lanzi, laico in quota Forza Italia, infatti a settembre aveva perso la corsa a vicepresidente del Csm contro il pd David Ermini e il 17 ottobre era stato uno dei più fermi accusatori di Rossi. Palamara è d'accordo sullo scampato pericolo, ma Fuzio obietta: "Rossi ha fatto cazzate su cazzate non nel merito, ma nel modo di comportarsi". Palamara: "Lo so, ma bisogna salvarlo", chiarisce il pm ora sotto inchiesta. 

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