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Taranto, prima scuola chiusa per coronavirus: maxi-focolaio, coinvolte 19 persone. "Coprire naso e bocca non basta"

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Un'intera classe contagiata, accade  a Taranto dove 17 alunni su 19 dell'Istituto superiore Principessa Maria Pia sono risultati positivi al coronavirus, questi si aggiunge lo studente di un’altra sezione, per un totale di 19. La scuola sabato era stata chiusa per interventi di sanificazione e domani sarebbe dovuta essere riaperta ma sembra che la chiusura sarà prorogata, anche se al momento non risultano contagiati docenti, funzionari o collaboratori scolastici.

 A lanciare l'allarme però è il presidente nazionale della Sis 118 Mario Balzanelli che spiega: "Per evitare che le scuole si traducano in un gigantesco focolaio - spiega - dobbiamo capire che coprire naso e bocca non basta perchè gli occhi restano esposti all'aria con microdoplets infette. A scuola per l'abbattimento delle possibilità di contagio di massa bisogna usare anche la visiera anti-droplets".

 

 

Balzanelli sottolinea: "Già da aprile 2020 abbiamo chiarito e posto all'attenzione delle massime cariche dello Stato, che il virus Sars-Cov2 entra nel corpo attraverso 3 porte anatomiche: occhi, naso e bocca. Quella più importante è costituita dagli occhi, perché attraverso l'ambiente umido e loro relativa maggiore superficie di esposizione all'aria contenente le microdroplets emesse dai soggetti positivi, si lega ai recettori specifici presenti nelle congiuntive e nell'occhio, denominati AceE2 e Tmprss2. E attraverso la continua, fisiologica produzione di lacrime da parte dell'occhio entra nel naso, da dove si sposta nella gola e nelle vie aeree, superiori ed inferiori". Con una forte presa di posizione il 118 sollecita il governo a prendere atto che esiste questa possibilità di contagio attraverso gli occhi e "quindi ad attuare misure preventive specifiche a scuola".

Balzanelli infine ricorda che il 118 ha già elaborato e inviato al governo le "Linee di Indirizzo" della Sis 118 su Covid-19 e Scuola" basate sia sull'esperienza sul campo di questi mesi, come anche "dimostrate all'inizio dell'epidemia a Wuhan dal medico cinese Li Wenliang, l'oculista di 34 anni che lanciò l'allarme Covid-19 prima di essere ucciso dal virus, oltre che da evidenze scientifiche confermate ampiamente a livello internazionale da oltre 30". 

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