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Decreto 7 gennaio, spostamenti vietati e zona arancione nel weekend. Cosa accadrà dal 15 gennaio

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È stato approvato a tarda notte in Consiglio dei ministri il decreto ponte che ci accompagnerà dal 7 al 15 gennaio. Nello specifico, si è deciso di vietare in tutta Italia gli spostamenti tra Regioni o province autonome, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di salute o emergenza. E, come sempre, sarà consentito fare ritorno alla residenza, al domicilio o all’abitazione in ogni momento, con esclusione degli spostamenti verso le seconde case ubicate in altra regione o provincia autonoma. Per quanto riguarda le famose fasce, invece, il Paese sarà in zona gialla “rafforzata” (perché non sono consentiti gli spostamenti tra le Regioni) nei giorni feriali e in zona arancione – con divieto di spostarsi da un Comune all’altro - nei fine settimana. Uno dei temi che ha fatto più discutere in Cdm, poi, è stata la riapertura delle scuole. Il ministro Dario Franceschini aveva chiesto di rinviarla almeno al 15 gennaio, soluzione condivisa dal Partito democratico. Ma l’idea non è piaciuta a tutti: il premier Conte, la ministra Azzolina e le ministre di Italia viva erano più orientati a far ripartire tutto già dal 7 gennaio. Come spiega il Giornale, sarebbe stato Conte a trovare un punto di incontro, chiedendo a Pd, M5S e Iv di cercare una data che riuscisse a mettere d'accordo tutti e risolvere il problema. La data scelta è quella di lunedì 11 gennaio.

 

 

 

Restano poi in vigore le norme per le visite a parenti e amici: non più di due persone, senza contare minori di 14 anni e persone con disabilità o non autosufficienti. Intanto il ministro Francesco Boccia ha annunciato l'inasprimento delle soglie dell’Rt che serviranno per decidere le fasce gialle, arancioni e rosse. Secondo i nuovi criteri, infatti, una regione con l’indice di trasmissibilità pari a 1 entrerebbe in fascia arancione, mentre scatterebbe la zona rossa se il valore Rt è pari a 1,25. Dopo il 15 gennaio, invece, potrebbe essere introdotta la zona bianca, con l’apertura di bar, ristoranti, palestre, cinema, teatri, e musei. “Tutti vorremmo tornare bianchi, è una cosa che è sul tavolo ma ne discuteremo al momento opportuno”, ha sentenziato Boccia. 

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