A Garlasco la verità, a distanza di anni, continua a cambiare stanza. Non più l’ingresso della villetta di via Pascoli, ma la cucina: è lì che, secondo una nuova ricostruzione dei periti della famiglia Poggi, sarebbe iniziata l’aggressione a Chiara, culminata poi nell’omicidio. Una sequenza alternativa rispetto a quella fissata nel 2007 (basata sulle tracce di sangue ritrovate sul luogo del delitto) e che portò comunque alla condanna definitiva di Alberto Stasi a 16 anni. A rilanciare l’ipotesi sono i consulenti della famiglia Poggi impegnati a “ridisegnare l’azione omicidiaria”.
“Abbiamo concluso il nostro lavoro”, spiega al Corriere della Sera il perito Dario Redaelli. “Io, da analista della scena del crimine, ho pronta la relazione che settimana prossima consegnerò ai legali i quali ne faranno l’uso che ritengono opportuno”. I consulenti non si sono limitati ai monili indossati dalla vittima, ma hanno rimesso mano all’intera dinamica del delitto, arrivando a conclusioni diverse da quelle della Bpa del 2007, che ipotizzava l’inizio dell’aggressione all’ingresso della casa.
“Per noi — chiarisce Redaelli — l’aggressione, che sfocia nell’omicidio, comincia invece in cucina, dove nella spazzatura dell’ultima colazione di Chiara è stato trovato il bricco di Estathé con una cannuccia su cui compare il Dna di Alberto Stasi”. Un dettaglio che, per i legali dei Poggi, rafforza la convinzione che il colpevole sia lo stesso condannato in via definitiva. L’avvocato Gian Luigi Tizzoni non ha mai nascosto lo scetticismo verso la nuova inchiesta della Procura di Pavia su Andrea Sempio, ritenuta destinata a non portare risultati. Eppure, proprio quell’indagine ha offerto lo spunto per riesaminare la scena del crimine. “Se i giudici che lo hanno condannato avessero avuto quel Dna — osserva Redaelli — avrebbero potuto produrre una motivazione ancora più forte”. Resta però da capire se questa nuova lettura reggerà al vaglio degli inquirenti. Le conclusioni dei pm di Pavia sono imminenti, così come l’esito della nuova Bpa affidata al Ris di Cagliari. Le indiscrezioni parlano di




