Claudio Carlomagno ha confessato. L'uomo ha ammesso ciò che ormai era dato per certo: l'omicidio della moglie Federica Torzullo. Stando alle prime informazioni Carlomagno, parlando davanti al gip di Civitavecchia, avrebbe detto: "L'ho uccisa in 45 minuti, perché non volevo perdere l'affidamento mio figlio". Nei suoi confronti i pm contestano il nuovo reato di femminicidio e l'occultamento di cadavere. Dall'autopsia effettuata sul corpo della donna è emerso che è stata uccisa con 23 coltellate, la prima delle quali al lato destro del collo e sferrata da un aggressore mancino, proprio come Claudio. Ma questo dettaglio non è stato l'unico a far sospettare sin dai primi minuti gli inquirenti.
I due si stavano separando. "Abbiamo avuto una discussione, ho distrutto il suo telefono"; avrebbe aggiunto l'uomo davanti al gip. Carlomagno - che non tollerava di non poter più vivere con la sua famiglia - ha impugnato il primo coltello da cucina e si è scagliato su Federica nella loro casa ad Anguillara Sabazia. Lei ha cercato di difendersi a mani nude, ma il marito ha affondato la lama nel collo. Lo stesso Carlomagno ha pulito accuratamente il sangue con la candeggina. Tanto che chi è entrato nella villetta, molte ore dopo, sentiva ancora l'odore. Quando i carabinieri del Nucleo investigativo di Ostia e poi i militari del Ris sono entrati azionando il "Luminol" hanno rilevato del liquido strisciato, ma non era possibile stabilire, se non con esami aggiuntivi, se si trattasse di sangue umano perché, appunto, era stato lavato.
Claudio Carlomagno, rumors dal carcere: "Non ricordo nulla", la farsa del killer
Ventitré coltellate. Prima la furia, poi l’accanimento. E infine il tentativo di cancellare il corpo, come ...Poi però un'ispezione successiva, più approfondita, ha permesso di rilevare tracce di sangue non lavate. Alcune di queste sono state trovate anche nella cabina armadio al piano di sopra. Così, sempre secondo la ricostruzione, l'uomo avrebbe in parte trascinato e poi preso in braccio il corpo della 41enne per caricarlo nel baule dell'auto. Alle 7 e mezzo del 9 gennaio è uscito di casa recandosi nella sua azienda con l'obiettivo di nascondere il cadavere della moglie sotto due metri di terra.
"La ricostruzione di Carlomagno non quadra, ci sono delle zone d’ombra, soprattutto sui tempi - ha detto nel corso di una conferenza stampa il capo della procura di Civitavecchia Alberto Liguori -. Pentimento? L’ho visto provato, ma non ha detto nessuna parola per Federica. Dice di aver fatto tutto tra le sei e mezza e le 7 e un quarto del mattino. Incontrare Federica, discutere, sopprimere, trasportare il corpo dal primo piano alla sua autovettura, risalire su, ripulire il sangue nell’arco di 40 minuti è qualcosa che merita approfondimento”.




