Claudio Carlomagno non può aver fatto tutto da solo. A non credere alla versione del 47enne non c'è solo la sorella di Federica Torzullo, la donna uccisa dal marito con 23 coltellate e seppellita nell'azienda di lui. Anche gli inquirenti sospettano la presenza di un complice. A far dubitare quei trenta centimetri in cui Carlomagno sarebbe passato per portare il corpo della moglie dalla loro villetta di Anguillara Sabazia all'azienda di sua proprietà. Trenta centimetri.
Un sentiero troppo stretto per farci passare un corpo lungo un metro e ottanta, avvolto in un tappeto. A maggior ragione - spiega Il Corriere della Sera - se si considera che in mezzo ci sono gradini, ostacoli di vario genere, un’auto - la Peugeot rossa dalla vittima - parcheggiata in modo quasi da sfiorare le pareti nella legnaia. È questa la prima cosa che è balzata subito in evidenza durante il nuovo sopralluogo effettuato dai carabinieri del Ris, alla presenza del procuratore capo di Civitavecchia Alberto Liguori.
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Giocattoli, vestiti, libri, gli oggetti della vita di "prima": questa l'unica richiesta che avrebbe fatto ...La versione del 47enne - ora rinchiuso in carcere - è quella che lo vede raggiungere il retro della sua auto, ferma accanto a quella della moglie, per aprire il bagagliaio e caricarne il corpo prima di portarlo nella sede della sua ditta per seppellirlo. Quindi Carlomagno per passare avrebbe potuto solo sollevare il tappeto con il cadavere per raggiungere la sua vettura. Il peso e l'altezza però fanno pensare che la sua versione non rappresenti del tutto la realtà dei fatti.




