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Alexander Adarich, il banchiere ucraino morto giù dalla finestra a Milano: caccia alle due "ombre"

di Micaela Fanellivenerdì 30 gennaio 2026
Alexander Adarich, il banchiere ucraino morto giù dalla finestra a Milano: caccia alle due "ombre"

3' di lettura

Nessun telefono, nessun computer, nessun cerca-persone. $ uno dei tanti buchi neri nel giallo sulla morte di Oleksandr, detto anche Alexander, Adarich, 54 anni, ucraino con cittadinanza anche romena, uno dei manager e banchieri più noti nella finanza dell’Est Europa. Quando la Squadra Mobile di Milano è entrata nel B&B di via Nerino, a due passi da piazza Duomo, non ha trovato alcun strumento elettronico nella disponibilità della vittima. Un elemento che non torna, per un uomo d’affari di spicco arrivato dalla Spagna, dove risiedeva, poche ore prima di perdere la vita in circostanze inquietanti e ancora tutte da chiarire.

Adarich è morto nel pomeriggio di venerdì 23 gennaio, precipitando per quindici metri dalla finestra di un appartamento al quarto piano di un elegante palazzo del centro storico di Milano. Si trovava, come detto, in un B&B di lusso, quasi cento metri quadrati, circa 300 euro a notte, l’affitto breve intestato a un’altra persona. Un dettaglio sul quale puntano a fare luce gli inquirenti che indagano per omicidio: la pista del suicidio non reggerebbe e il sospetto, sempre più concreto, è che l’ex banchiere sia stato gettato dalla finestra quando era già morto. A rafforzare questa ipotesi sono i primi accertamenti medico-legali. Sul corpo del 54enne sarebbero stati riscontrati segni di costrizione sui polsi, compatibili con un’aggressione prima della caduta, ma che lasciano aperti anche altri scenari. In attesa dell’autopsia, prevista perla prossima settimana, gli investigatori stanno cercando di dare un volto ad almeno due persone riprese dalle telecamere di sorveglianza della zona mentre escono dal palazzo e si allontanano, subito dopo la caduta di Adarich.

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L’inchiesta per omicidio, coordinata dal pm di Milano Rosario Ferracane e condotta dalla Squadra mobile diretta da Alfonso Iadevaia, si muove così all’interno di una vicenda che assume sempre più i contorni di un giallo internazionale, intrecciato a finanza, affari esteri e diverse identità. All’interno dell’appartamento, infatti, gli agenti hanno trovato alcuni documenti, tutti con la foto della vittima ma con nomi e nazionalità differenti. Su uno c’era il nome Alexander Adarich, su un altro- romeno - Alexandru Adarici, riconducibile a società di real estate con sede in Lussemburgo, dove sarebbe ricomparso negli ultimi anni il nome dell’ex banchiere.

A confermare i sospetti sulla presenza di diverse persone all’interno dell’appartamento interviene anche il racconto della custode dello stabile. Subito dopo il tonfo, la donna ha riferito agli investigatori di aver visto l’ombra di un uomo affacciarsi alla finestra da cui Adarich era appena precipitato. Si tratterebbe dello stesso individuo che poi è sceso nel cortile, le ha chiesto spiegazioni in inglese: «What happened?» («Cos’è successo?»), e poi si è rapidamente allontanato.

Nato a Pavlohrad, vicino a Dnipro, Oleksandr Adarich aveva iniziato a lavorare nel mondo delle banche nel 1993 con la PrivatBank, fino a diventare vicedirettore del più grande ufficio regionale della banca a Kharkiv. Nel 2006 era diventato presidente del consiglio d'amministrazione della UkrSibbank e nel 2012 era passato alla Fidobank, della quale è stato proprietario fino al 2020. Coinvolta in una presunta appropriazione indebita di circa 8 milioni di euro, la banca era stata liquidata dal governo ucraino.

Poi l’uscita di scena e una rete difficile da ricostruire, tra interessi economici e finanziari all’estero, in società con sede in Lussemburgo e in altri paradisi offshore. Secondo quanto riferito dalla seconda moglie, già ascoltata due volte dagli investigatori, l’uomo viveva in Spagna. Da lì era partito la mattina stessa per Milano e lì sarebbe dovuto rientrare in serata. Alla donna avrebbe parlato genericamente di “affari”, senza scendere nei dettagli. Fare luce sul suo patrimonio e sui suoi movimenti non sarà semplice: l’uomo aveva conti correnti in diversi Paesi e per alcuni accertamenti sarà necessario procedere tramite rogatorie internazionali.

Intanto restano aperti diversi interrogativi, fra tutti i più importanti: perché Adarich era a Milano e con chi doveva incontrarsi. Per ora l’indagine si muove su due direzioni: da un lato l’identificazione delle persone inquadrate dalle telecamere mentre si allontanano dal palazzo di via Nerino, dall’altro il setaccio della vita privata e professionale della vittima. $ in una di queste piste che, secondo gli investigatori, si può risalire a chi ha ucciso Oleksandr Adarich e al movente.

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