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Fanpage, contratti farlocchi ai giornalisti: stangata da 3,5 milioni di euro

di Lorenzo Mottolalunedì 16 febbraio 2026
Fanpage, contratti farlocchi ai giornalisti: stangata da 3,5 milioni di euro

4' di lettura

Alla fine tutti i nodi vengono al pettine. Dopo un anno e mezzo, Libero torna a occuparsi del caso Fanpage, testata nota per le inchieste mirate esclusivamente sul Centrodestra (un giro di parole per dire che si tratta di un giornale online schieratissimo a sinistra, cosa ovviamente lecita) e recentemente finito su tutte le prime pagine dei quotidiani per la vicenda Paragon. Ad agosto del 2024 avevamo raccontato degli stranissimi contratti applicati ai giornalisti diretti da Francesco Cancellato, in virtù dei quali il gruppo editoriale riesce a fare risparmi non da poco, circa il 40% rispetto ai normali stipendi di categoria. Per non parlare delle altre clausole che qualcuno definirebbe discutibili. Bene, oggi siamo al “come è andata a finire”. È andata a finire che l’Inps è piombata sulla pratica e dopo aver fatto alcuni controlli ha rifilato all’editore sanzioni pari a 3,5 milioni di euro. Una storia che a voler essere severi potremmo definire imbarazzante anche per un problema politico: mentre Cancellato e le sue firme nei loro articoli danno lezioni al governo su diritti dei lavoratori e salario minimo (l’ultimo pezzo del direttore su questo tema è di pochi giorni fa), in casa loro succede un po’ di tutto.

L’ANNUNCIO
Ad annunciare l’arrivo della multa è stata la Federazione Nazionale della Stampa Italiana, che tuona: «L’applicazione scorretta dei contratti, secondo Fnsi, non rappresenta solo un danno ai colleghi giornalisti, costretti a lavorare con stipendi inferiori e tutele minime, ma è anche un chiaro esempio di concorrenza sleale da parte di aziende che hanno bilanci milionari, pari a quelli dei grandi gruppi editoriali tradizionali». E ancora: «La dignità del lavoro, una giusta retribuzione e le corrette tutele previdenziali non possono essere sacrificate sull’altare dell’imprenditoria corsara». Ora tocca riassumere in parte la vicenda. La storia del sito inizia nel 2011, con una decina di contratti giornalistici “normali”, quelli stabiliti da Fieg (associazione degli editori) e dalla Fnsi (federazione nazionale della stampa italiana, rappresentativa dei giornalisti). L’editore vuole crescere, ma senza rischiare troppo. Risultato: Fanpage arruola manodopera a basso costo. Piovono decine di contratti di collaborazione, i co.co.co. Contratti che - nota bene- non prevedono la permanenza in redazione e con emolumenti particolarmente bassi per la categoria. Alcuni degli assunti dell’epoca - da noi contattati - ci hanno raccontato di buste paga variabili, da 1000 fino a 1500 euro.

Con piccoli adeguamenti annuali per evitare rotture con i redattori. A fronte di ritmi di lavoro serrati. Uno solo di questi colleghi decide di far causa e raggiunge un accordo con una compensazione economica, prima ovviamente di andarsene. Gli altri rimangono nel limbo nella speranza di essere regolarizzati. Cosa che per molti di loro avviene, ma non con il normale contratto Fieg-Fnsi, ma con quello Uspi, pensato per piccole realtà locali. Piccole realtà e piccoli stipendi, ovviamente. Il tutto avallato dalla Fnsi, che la ritiene una soluzione transitoria. Inevitabilmente dopo poco tempo si arriva a una rottura tra le controparti.

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LA SVOLTA
Sei anni fa avviene infatti la “svolta”. La Fnsi non rinnova gli accordi e chiede di tornare a una situazione contrattuale normale. La Ciaopeople Srl e alcuni altri editori si cercano un altro interlocutore, che sarebbe il meno conosciuto sindacato Figec-Cisal, che raggiunge un accordo perla creazione di un nuovo contratto. Per fare qualche paragone, un redattore ordinario di un quotidiano qualsiasi percepisce 2694 euro lordi al mese. Uno di Fanpage 1628 (circa il 40% in meno). E facendo carriera il divario non viene colmato. Un caposervizio di un quotidiano X o Y incassa 2961 euro. Quello di Fanpage 1680, per un bell’aumento di ben 52 euro lordi rispetto al redattore. Per i caporedattori si arriva 3261 euro più indennità di 489 per la Fnsi. Fanpage si ferma a 1754, praticamente la metà. E bisogna calcolare che Fieg-Fnsi prevedono anche una maggiorazione di 120 euro al mese più un’indennità redazionale di giugno. Con la Cisal non se ne parla neanche. E non finisce qui. I giornalisti spesso sono chiamati a lavorare la domenica e nei festivi. Rispetto a un giorno normale, Fieg paga il 155% in più. Cisal il 20% con la possibilità di recuperare il giorno durante la settimana. Altra fregatura sui festivi. Per chi lavora a Pasquetta, per fare un esempio, Fieg garantisce una maggiorazione del 180%. Cisal del 30%. Tutti bei risparmi per l’editore, insomma. Almeno fino ad oggi, visto che l’Inps ha chiesto di ricalcolare i contributi sulla base delle retribuzioni previste dal contratto principale firmato dalla Fnsi. Risultato: 3,5 milioni da pagare.

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Altra nota: parliamo di un sito che ha ospitato firme dello stampo di Sandro Ruotolo - responsabile della segreteria Pd per Informazione e Cultura nonché storico volto dei programmi di Michele Santoro - Rosaria Capacchione, altra parlamentare Pd. Oppure Giulio Cavalli, ex vendoliano. E poi c’è Saverio Tommasi, appena rientrato dal suo viaggio con la Flotilla. Ad agosto del 2024 avevamo provato a chiedere conto della faccenda ai vertici del gruppo, che si erano trincerati dietro un rigoroso «no comment», spiegandoci che non c’era nulla di irregolare. I controlli Inps hanno certificato che avevamo ragione noi a dubitare.