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Bimbo col cuore bruciato, "iniziate le cure per il dolore": come lo accompagnano alla morte

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venerdì 20 febbraio 2026
Bimbo col cuore bruciato, "iniziate le cure per il dolore": come lo accompagnano alla morte

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Non c'è più nulla da fare per il bambino al quale è stato trapiantato un cuore danneggiato. "Abbiamo presentato con la famiglia istanza per la Pianificazione condivisa delle cure, l’ospedale Monaldi ha accettato. Venerdì 20 febbraio ci sarà il primo accesso per l’inizio del percorso terapeutico. Purtroppo tolta la sedazione, il bambino non si è svegliato", ha spiegato l’avvocato Francesco Petruzzi, il legale dei genitori di Domenico, a Diritto e Rovescio in onda su Rete 4.

Con lui c’era la signora Patrizia, la madre del bimbo di due anni che ha ribadito di non voler lasciare il figlio solo finché respira. Il legale ha inoltre precisato all’Ansa che "nella documentazione che mi hanno mandato dall’ospedale ho notato che il primo parere del gruppo multidisciplinare è stato fatto il 6 febbraio, 45 giorni dopo il trapianto del cuore che non ha funzionato". 

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"Oggi sto molto molto più male del solito, però finché mio figlio respira… è lì, è ancora lì", ha detto Patrizia Mercolino. Che poi ha espresso gratitudine per l’affetto mostrato dagli italiani e ha fatto un appello rifiutando sostegni economici: "Mi fa molto piacere tutta questa vicinanza delle persone, anzi colgo anche l’occasione per dire una cosa: io voglio ringraziare tutte quelle persone che mi stanno dimostrando l’affetto e vogliono donare soldi per esprimere la loro vicinanza ma io rifiuto qualsiasi donazione di denaro. Vorrei tanto che fossero donate all’associazione Aido".

Parlando del figlio Domenico, invece, ha spiegato che prima era molto vivace: "Non si fermava mai. Non si fermava mai". E poi ha ricordato il 23 dicembre: "L’ho portato in ospedale perché era arrivata finalmente la salvezza per lui, per vivere una vita intera, invece non è andata così, è cambiata tutta la nostra vita". Rassegnati anche i fratellini di Domenico, di 5 e 11 anni. "Volevano il fratellino a casa – ha detto la signora Patrizia – ma penso che abbiano capito che il fratellino non torna più a casa".

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