Dopo le rivelazioni della vigilia - i post social in cui la psicologa incaricata delle valutazioni sul caso insultava e dileggiava la famiglia nel bosco -, interviene il Garante per l’Infanzia dell’Abruzzo, che definisce la vicenda di estrema gravità. Al centro della bufera c’è il possibile coinvolgimento, nel procedimento che ha portato all’allontanamento dei tre bambini, di una professionista che in passato aveva espresso giudizi durissimi proprio su quel nucleo familiare.
A prendere posizione, come detto, è la Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza della Regione Abruzzo, Alessandra De Febis. "Da quanto emerso, nell’ambito del procedimento che ha condotto all’allontanamento dei tre bambini dal proprio nucleo familiare e nelle successive attività di accertamento sulle condizioni degli stessi e dei genitori, risulterebbe il coinvolgimento di una professionista (ausiliaria Ctu) che in precedenza aveva già espresso pubblicamente, attraverso i social network, giudizi e posizioni fortemente denigratorie nei confronti della famiglia", premette la De Febis.
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Una lettera straziante, quella di Catherine Birmingham, che accende di nuovo i riflettori sul caso della cosiddetta &quo...Un’ipotesi che, se confermata, aprirebbe scenari drastici. "Qualora venisse confermato il coinvolgimento ci troveremmo di fronte a un fatto di estrema gravità, perché verrebbe meno in radice il requisito fondamentale dell'imparzialità che deve caratterizzare ogni valutazione tecnica in un ambito così delicato", aggiunge la De Febis, rimarcando "la centralità del superiore interesse dei minori coinvolti, che deve rappresentare il riferimento esclusivo di ogni decisione e di ogni valutazione".
"Un professionista che abbia già manifestato un orientamento pregiudiziale - prosegue la Garante - non può garantire quella necessaria serenità di giudizio indispensabile per valutare in modo obiettivo la condizione psicologica e fisica dei minori e del loro nucleo familiare. In procedimenti che incidono in maniera così profonda sulla vita dei bambini non è ammissibile neppure il dubbio sulla neutralità di chi è chiamato a svolgere funzioni tecniche".
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Dopo i precedenti provvedimenti delle autorità e il collocamento dei minori in una struttura protetta, i legali d...E ancora, la De Febis avverte: "Il rischio concreto è che si perda di vista l'obiettivo principale: la tutela effettiva dei diritti dei bambini. Alla luce degli elementi che stanno emergendo, avverto ancora più forte la responsabilità, connessa al ruolo che ricopro, di adoperarmi affinché vengano compiuti tutti gli approfondimenti necessari per chiarire i fatti e verificare che ogni passaggio del procedimento sia stato improntato al rispetto dei principi di imparzialità, correttezza e trasparenza. Mi attiverò per utilizzare tutti gli strumenti previsti dall'ordinamento al fine di comprendere pienamente quanto accaduto e contribuire a fare luce su una situazione che sta assumendo contorni di particolare gravità".
"Il mio intervento non è volto ad alimentare contrapposizioni, ma a riportare con determinazione l’attenzione su ciò che deve venire prima di tutto: i diritti dei bambini, la credibilità dei percorsi valutativi e la fiducia dei cittadini nelle istituzioni. Su un principio non può esserci alcuna deroga: ogni decisione che riguarda un minore deve fondarsi su valutazioni realmente imparziali, competenti e libere da qualsiasi pregiudizio", conclude Alessandra De Febis.




