Libero logo

Garlasco, "cerano le impronte del killer. Ma...": la confessione è un terremoto

venerdì 27 febbraio 2026
Garlasco, "cerano le impronte del killer. Ma...": la confessione è un terremoto

2' di lettura

Le impronte del killer di Chiara Poggi? Erano sul pigiama della vittima. "Ma non le abbiamo notate", spiega Gennaro Cassese, il colonnello dei carabinieri che condusse la prima indagine sul delitto. Dichiarazioni dirompenti, una rivelazione clamorosa.

A quasi diciotto anni dall’omicidio di Garlasco, l’ex comandante torna su quelle ore nella villetta di via Pascoli, descrivendo una scena drammatica e ammettendo un errore che potrebbe aver inciso in modo decisivo sull’inchiesta. "C’era sangue ovunque in quella casa. Si percepiva subito – spiega a Quarto Grado su Rete4 – che era stata commessa una violenza sul corpo di quella ragazza. Tutto il personale entrò con calzari e guanti, ad accezione dei primi due carabinieri".

Garlasco, Federica Panicucci sbotta col consulente di Sempio: "Sempre le mani avanti!"

I dubbi sulla morte di Chiara Poggi riguardano anche l'orario in cui è avvenuta l'aggressione. Addirittur...

Poi il dettaglio rimasto nell’ombra per anni. "Non notai subito – prosegue Cassese – le impronte di polpastrelli sul pigiama della vittima. È un errore fatto dall’Arma dei carabinieri, perché quella parte di tessuto doveva essere ritagliata e repertata. Quando poi arrivò il professor Ballardini, che eseguì un primo esame necroscopico, rigirando il corpo a terra, il pigiama si intrise di sangue e le impronte si cancellarono". Un passaggio che oggi pesa come un macigno e riapre interrogativi che, in verità, non si sono mai chiusi.

Garlasco, il medico legale: "Chiara Poggi colpita da più oggetti", i dettagli del massacro

"Quello che abbiamo sempre detto sull'orario della morte, ipotizzato intorno alle 9:30 del mattino, va spostato...

Restano anche le incongruenze sugli orari. Alberto Stasi dichiarò di essere arrivato in via Pascoli alle 13.40, dopo aver tentato invano di contattare Chiara in mattinata. Alle 13.44 avrebbe citofonato senza risposta, decidendo quindi di scavalcare il cancello. Alle 13.50 la chiamata al 118, poi la corsa in caserma.

Diversa la versione di Andrea Sempio: sveglia intorno alle 9, una telefonata lampo alle 9.58, quindi l’asserito spostamento a Vigevano per acquistare un libro. Esibì un ticket del parcheggio con orario 10.18, ma le celle telefoniche non collocano il suo cellulare a Vigevano bensì a Garlasco. Dettagli che, insieme a quell’impronta svanita, continuano ad alimentare dubbi e misteri.