Il fantasma del processo torna ad aggirarsi sul caso del delitto di Garlasco. E questa volta a parlare è Andrea Sempio, che davanti alle telecamere non nasconde l’ansia per quello che potrebbe accadere. L’inchiesta riaperta sull’omicidio di Chiara Poggi continua a far discutere e a tenerlo sotto pressione.
Intervistato nella trasmissione televisiva di Rai 3 Lo Stato delle Cose, Sempio ha affrontato senza giri di parole il tema più delicato: la possibilità di finire alla sbarra. "È un’accusa pesantissima", ha detto, spiegando che confida nella speranza che la vicenda possa arrivare presto a una conclusione definitiva: "Io spero che questa sia l’ultima volta che venga chiarito tutto e basta". Se, però, la strada dovesse portare davvero in tribunale, assicura, non si tirerà indietro: "Se arriverà, la affronteremo".
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Al centro della puntata de Lo Stato delle Cose, il programma di Massimo Giletti in onda lunedì 9 marzo alle 21.20...Il punto più spinoso resta ovviamente il rischio di una condanna. Un’eventualità che Sempio non esclude affatto. "Qualora si vada a processo, certo che c’è il rischio anche di una condanna. È vero. E la cosa ovviamente mi preoccupa, mi fa paura".
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Le ferite sulle palpebre di Chiara Poggi? "Leggere, fatte con un mezzo affilato, ma non con l'intento di uccide...Parole che restituiscono il clima di tensione che continua a circondare uno dei casi giudiziari più discussi degli ultimi vent’anni. Nel corso dell’intervista sono emersi anche altri elementi finiti nel mirino degli investigatori, come i diari personali sequestrati durante le perquisizioni. Sempio ha ammesso che in quelle pagine potrebbe emergere un lato più fragile della sua personalità: "È vero, di sicuro hanno visto la parte di me in cui sei deluso per qualcosa, in cui stai soffrendo".
Garlasco, perché Stasi ha chiamato "Militare" la cartella con i file pornografici
Torna a far discutere la cartella "Militare" presente sul pc di Alberto Stasi. Eppure secondo quanto emerso ne...Poi il riferimento inevitabile alla vicenda di Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni di carcere. Sempio, però, evita giudizi netti: "Sulla sua sentenza, no, ma non perché io ritengo quella sentenza perfetta, ma proprio perché non l’ho letta e non sono in grado di commentarla". Insomma, tra timori, dubbi e vecchie ombre che tornano a galla, il caso Garlasco continua a essere un rompicapo giudiziario.




