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Garlasco, il racconto del medico del 118 che arrivò sulla scena: cosa notò

di Roberto Tortoramartedì 17 marzo 2026
Garlasco, il racconto del medico del 118 che arrivò sulla scena: cosa notò

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Ritornano i dubbi sulla collocazione dell’ora della morte di Chiara Poggi, perché il delitto di Garlasco non smette mai di far discutere. Il medico legale Giuseppe Fortuni sostiene che la studentessa ventiseienne potrebbe essere morta attorno alle 11 del mattino. Se ne è discusso anche a “Mattino Cinque”, dove è stata mostrata per la prima volta la relazione del medico del 118 che ha effettuato il primo esame sul cadavere di Chiara.

Alle 14:11 del 13 agosto 2007, i sanitari del 118 arrivarono in via Pascoli 8, a Garlasco, dopo la telefonata fatta da Alberto Stasi che già al telefono segnalò la presenza del corpo di Chiara Poggi in fondo alla scala della villetta che dava sulla tavernetta. Si legge nel documento della dottoressa di Emergenza Territoriale: “Sono scesa lungo la scala cercando di non intaccare le tracce di sangue presenti, ho superato il corpo della ragazza, ho rilevato l'assenza di polso carotideo sinistro, quindi, esaminando visivamente il cadavere senza muoverlo dalla posizione nel quale era stato da me rinvenuto, intuito la presenza di una vasta ferita del cuoio capelluto, stante l'abbondanza di liquido ematico fuoriuscito che aveva anche intriso i capelli, oltre alla probabile presenza di un trauma cranico e del rachide cervicale, data l'anomala postura del collo, notavo un ematoma orbitale destro. Non constatavo invece la presenza di rigor mortis o di macchie ipostatiche né di traumi visibili al dorso e agli arti inferiori”.

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In pratica, il corpo non mostrava segni compatibili con una morte avvenuta molte ore prima. E allora ecco la crepa. Perché se la morte si colloca davvero in quella finestra – tra le 10:30 e le 12, con “centratura” attorno alle 11 – la narrazione costruita negli anni rischia di sfarinarsi. E infatti il dibattito torna feroce. Da una parte chi difende le conclusioni processuali, dall’altra chi intravede spiragli per riscrivere la storia e riabilitare Alberto Stasi. Non è la prima volta che succede. Il delitto del 13 agosto 2007, uno dei più controversi della cronaca italiana, ha già cambiato pelle più volte.

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