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Anarchici, l'ex pm Rinaudo: "Al lavoro per degli attentati, chi può esserci nel mirino"

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domenica 29 marzo 2026
Anarchici, l'ex pm Rinaudo: "Al lavoro per degli attentati, chi può esserci nel mirino"

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"È chiaro che di queste due morti faranno una bandiera. Un momento di lotta, un momento di rivendicazione, un momento di vendetta anche. Per loro sono caduti sul campo, non sono deceduti perché non sapevano maneggiare degli esplosivi. Sono caduti durante un’operazione di lotta armata. È chiaro che stavano lavorando per porre in essere degli attentati": a dirlo, in un'intervista al Secolo d'Italia, l'ex pm Antonio Rinaudo, che nella sua carriera ha coordinato le indagini su Alfredo Cospito e sui gruppi anarchici. Il riferimento del suo discorso è l’esplosione del casolare romano in cui sono morti Alessandro Mercogliano e Sara Ardizzone

"L’ho detto subito: questi due saranno dei martiri - ha aggiunto -. La loro effigie diventerà la bandiera sotto la quale andranno a compiere qualche azione. L’hanno già, peraltro, preannunciato". Secondo lui, adesso gli anarchici "non si limiteranno ad appiccicare dei manifesti. Sarà un fatto che dovrà 'risuonare' come eclatante. Gli obiettivi principali? Leonardo, le ferrovie, ma anche i Cpr e non solo". E ancora: "In passato hanno colpito Poste Italiane, oggi interessa soprattutto chi lavora nel campo dell’energia, del riscaldamento. Questa è, diciamo, la teoria di guerra. Quella di cercare di fare terra bruciata attorno ai servizi citati". 

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Quando gli è stato chiesto se secondo lui il fenomeno sia sottovalutato, lui ha risposto: "Se andiamo a vedere dal punto di vista mediatico, tolti i casi eclatanti, come lo sciopero della fame di Cospito, l’argomento è di nicchia e per addetti ai lavori. Ma l’approccio degli anarchici è cambiato, prima la rivendicazione era fra le righe, oggi è plateale". E infine: "Sicuramente, questo è certo, dobbiamo aspettarci una risposta forte e potente dopo la morte dei due. Un attentato a una caserma, un attentato alle ferrovie. Deve essere un fatto per mostrare che i morti non sono caduti invano".

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