Svolta nel caso delle due donne, mamma e figlia, morte subito dopo Natale all'ospedale Cardarelli di Campobasso in seguito ad una sospetta intossicazione alimentare. C'è un nuovo fascicolo di indagine, al momento contro ignoti, per duplice omicidio premeditato. Lo si apprende da fonti qualificate. Sara Di Vita, 15 anni, e sua mamma Antonella Di Jelsi, 50 anni, sarebbero state avvelenate nella loro casa di Pietracatella con la ricina. Tracce del veleno sono state trovate durante gli esami effettuati sul sangue, sia in Italia che all'estero.
Le due erano state al pronto soccorso nei giorni tra il 24 e il 26 dicembre dicendo di accusare dei malori. Dopo essere state più volte rimandate a casa sono state accettate per un ricovero, ma sono morte alcune ore dopo, a distanza di poco tempo l’una dall’altra. Il 29 dicembre la Procura di Campobasso ha iscritto nel registro degli indagati cinque medici per le ipotesi di reato di omicidio colposo, lesioni personali colpose e responsabilità colposa in ambito sanitario. Le indagini sono ora concentrate sull’identificazione di chi avrebbe somministrato loro il veleno, una delle sostanze tossiche più letali conosciute, ricavata dai semi di ricino.
Mamma e figlia morte a cena? Clamorosa svolta: cosa hanno scoperto
Il caso di Pietracatella (Campobasso) si avvicina a una svolta decisiva. Il 31 marzo scade il termine per il deposito de...Le due donne morirono all’ospedale Cardarelli di Campobasso tra il 27 e il 29 dicembre, nei giorni successivi ai pranzi natalizi. La sera di Natale la 15enne, la madre e il padre Gianni Di Vita si erano presentati al pronto soccorso con dolori allo stomaco e vomito, ma erano stati dimessi con diagnosi di gastroenterite. Il 27 dicembre le condizioni della ragazza precipitarono: ricoverata d’urgenza nel reparto di rianimazione, morì intorno alle 23. La madre, appresa la notizia nella stessa struttura, morì poche ore dopo.




