"Mio figlio era un violento": per l'omicidio di Andrea Sciorilli, il 21enne ucciso nel garage di casa a Vasto, avrebbe confessato il padre della vittima. Dopo un lungo e teso interrogatorio, durato tutta la notte nella caserma dei Carabinieri, per l'uomo è scattato il fermo, come confermato anche dal suo legale, Massimiliano Baccalà. I sospetti si sarebbero concentrati fin da subito sul signor Sciorilli, dirigente amministrativo della Asl, che per primo aveva lanciato l'allarme.
Dopo la confessione, l'uomo avrebbe anche indicato ai militari il luogo dove ha tentato di sbarazzarsi dell'arma del delitto: un'accetta, nascosta in una zona non lontana dal condominio. Così gli inquirenti avrebbero trovato e recuperato l'attrezzo con cui Andrea, ex pugile diplomato in marketing, sarebbe stato colpito alla testa e al collo.
Garlasco, i tappetini dell'auto di Alberto Stasi? Mai controllati: il giallo
Il nuovo elemento oscuro che proviene dal caso Garlasco? Il tappetino dell'auto di Alberto Stasi che, a quanto pare,...A tradire l'uomo le tracce di sangue ritrovate dai tecnici della Scientifica del nucleo operativo di Chieti e Vasto non solo nel garage, ma anche all'interno dell'ascensore e sul pianerottolo di casa. Prove del fatto che l'aggressione sarebbe cominciata in casa per poi finire nel garage. Per quel che riguarda il movente, pare che dietro l'omicidio ci siano tensioni passate mai risolte. Sul 21enne, infatti, pendeva un "codice rosso" per precedenti aggressioni nei confronti del padre e della sorella.




