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Pietracatella, la ricina sciolta nell'acqua: le prove scientifiche ribaltano il quadro? La morte "on-off"

mercoledì 29 aprile 2026
Pietracatella, la ricina sciolta nell'acqua: le prove scientifiche ribaltano il quadro? La morte "on-off"

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Potrebbe esserci un nuovo colpo di scena nel giallo di Pietracatella. Le ultime evidenze scientifiche non escludono che la ricina, il veleno che ha ucciso Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita, fosse stata sciolta nell'acqua. Sostanza inodore, incolore e insapore, la ricina potrebbe essere stata sorseggiata dai bicchieri, quasi certamente la sera del 23 dicembre. Uno scenario - riporta Il Corriere della Sera - ipotizzato dagli specialisti dell’ospedale Cardarelli e girato agli inquirenti che indagano, per duplice omicidio premeditato, sulla morte delle due donne, poco dopo Natale.

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Un sospetto, non ancora una certezza. Che però viene da evidenze scientifiche. Il motivo? Se fosse finita negli alimenti consumati dalle vittime e forse da Gianni Di Vita (marito e padre rispettivamente di Antonella e Sara ndr), la probabilità di una sua istantanea volatilizzazione, già da una cottura sugli 80°, sarebbe stata altissima. Così come gli investigatori sono sicuri che il veleno non fosse sciolto nelle flebo praticate da un infermiere amico di Gianni e che quest'ultimo lo ha chiamato a casa per le infusioni. Per chi indaga si è trattato di "una morte on-off". L’effetto dell’avvelenamento della ricina è infatti questo, "un interruttore che d’improvviso si spegne" e che toglie la vita, annientando, le "centrali energetiche" delle cellule.

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Intanto la procuratrice della Repubblica di Larino, Elvira Antonelli, e il capo della Squadra Mobile di Campobasso, Marco Graziano, si sono recati a Pavia presso il Centro antiveleni Maugeri. Secondo quanto si apprende, la visita è servita per un confronto diretto con il consulente incaricato degli accertamenti tossicologici, finalizzato ad approfondire alcuni aspetti tecnici emersi dalla relazione già trasmessa alla Procura. In particolare, al centro degli approfondimenti ci sarebbero la tempistica dell'esposizione alla ricina e la lettura complessiva dei dati analitici alla luce del decorso clinico delle due vittime.