Scrive di sé in terza persona sui diari in cui mette nero su bianco che «odia e soffre ogni volta che dà un dispiacere ai suoi genitori». Gli inquirenti costruiscono un impianto accusatorio e scavano nella psiche di Andrea Sempio, indagato per omicidio volontario aggravato dalla crudeltà e dai motivi abietti con l’accusa di aver ucciso, il 13 agosto del 2007 a Garlasco, Chiara Poggi. Conclusioni che poggiano su indizi - a loro volta - basati su soliloqui, manoscritti e ricerche che il 38enne avrebbe fatto sul delitto, nevrotizzandolo e continuando a evocarlo.
Ma c’è un nuovo indizio a carico di Sempio che emerge dalla rilettura di un’intercettazione del 2017- quando fu una prima volta indagato e poi archiviato- nella quale, per gli inquirenti, l’amico storico di Marco Poggi «sembra riferirsi all’orario in cui si sarebbe presentato a casa della vittima il giorno dell’omicidio». Nella trascrizione dell’audio si legge: «È successo qualcosa quel giorno ... inc... era sempre lì a casa... inc... io non so se lei ha detto che lavorava... inc... però cazzo, oh... inc... alle nove e mezza a casa... inc».
I TEMPI
E dunque, la procura di Pavia, guidata da Fabio Napoleone, nell’inchiesta bis che contesta a Sempio di aver ucciso Chiara per un rifiuto a un approccio sessuale, oggi riconsidera queste vecchie intercettazioni, ritenute all’epoca non rilevanti, insieme alle nuove captazioni dei mesi scorsi, ora note. Ed esclude dalla scena del crimine Alberto Stasi, ex fidanzato della vittima e unico condannato in via definitiva a 16 anni.
Gli inquirenti stanno dunque ricostruendo una nuova storia relativa all’omicidio. In questo quadro si inserisce anche la perizia di Cristina Cattaneo, docente ordinaria di Medicina Legale all’Università Statale di Milano, la stessa che ha ridefinito la finestra temporale in cui può essere avvenuto l’omicidio: secondo la consulenza, Chiara disattivò l’allarme della villetta alle 9.12, e calcolando i tempi di digestione della colazione consumata quella mattina, calcolo reso possibile dall’analisi autoptica del cibo ingerito dalla vittima, sostiene che «alle 9.45 Chiara Poggi era viva». Ragion per cui, è «del tutto irragionevole che possa essere stata uccisa da chi alle 9.35 era a casa propria davanti al proprio computer, a 1,7 chilometri di distanza dalla vittima», riferendosi in questo senso ad Alberto Stasi. Una nuova ricostruzione che, dunque, fornirebbe al fidanzato di Chiara - come detto, condannato come autore dell’omicidio - un alibi solido. La perizia fissa poi in un arco di tempo fra i 15 e i 20 minuti la durata della violentissima aggressione.
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Guerra di versioni tra gli ex avvocati di Andrea Sempio. In ballo ci sono 45mila euro pagati in nero ai tre legali, subi...Questa nuova consulenza tecnica ricostruisce il massacro anche con l’ausilio di ricostruzioni 3D e avatar: la colluttazione, i colpi nel salotto, la ragazza trascinata per le caviglie, sbattuta a terra, colpita frontalmente in ginocchio e infine massacrata con i colpi più violenti alla nuca sul gradino della cantina. Dopo l’omicidio, l’assassino sarebbe scappato dopo aver lavato l’arma del delitto sotto il lavandino della cucina (dove resta una macchia di sangue da gocciolamento) e averla presumibilmente avvolta in un asciugamano.
IL FRATELLO CONTESTA
Dalla lettura delle carte, emerge inoltre un altro elemento che conferma come il lavoro degli investigatori non trovi l’accordo della famiglia Poggi. La circostanza è quella della convocazione di Marco Poggi, fratello della vittima, da parte dei carabinieri nel maggio 2025 come persona informata sui fatti. Un’audizione in cui, annotano i militari, Poggi mostra «un atteggiamento assolutamente differente» rispetto a quello mantenuto «nel corso degli anni, ed addirittura poche settimane prima». Secondo i carabinieri lo stesso Poggi non si sarebbe limitato a rispondere alle domande, ma avrebbe assunto un atteggiamento «oppositivo», prendendo costantemente le difese di Sempio.
E spiega molto di che cosa pensino i familiari di Chiara di quest’inchiesta lo scambio che segue il confronto fra Marco e gli inquirenti, quando questi gli fanno notare le presunte contraddizioni di Sempio riguardo le telefonate di quest’ultimo a casa Poggi, quando Marco era già in vacanza e in casa c’era solo Chiara. Sempio ha sempre sostenuto che la circostanza era dovuta al fatto che non sapeva che Marco fosse già partito, e dunque credeva di poterlo trovare (mentre per gli inquirenti quelle telefonate erano state effettuate proprio per trovare Chiara e tentare un approccio). Poggi mostra di credere alla versione dell’amico, e cita poi il caso di un amico di Stasi il quale, evidentemente, si era confuso sui suoi spostamenti estivi: «È del tutto evidente - annotano i carabinieri- la critica del teste riguardo alle attività condotte dagli inquirenti, come se questi ultimi si concentrassero esclusivamente su Sempio ma non mettessero la stessa intensità nell’esplorare le presunte anomalie che riguardavano la sfera di Stasi»
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"Io mi ricordo quando è cominciato il tutto. Era una mattina, stavo uscendo dalla cucina, vado verso la sala...Per inciso: gli spostamenti dell’amico di Stasi erano poi state verificate, e avevano trovato corrispondenza con la versione resa dalla persona in questione. Ma oltre all’attività della Procura, anche la difesa di Sempio sta lavorando per prepararsi eventualmente a un confronto processuale. Il 38enne indagato, come rivelato dal Messaggero, è a Roma per sottoporsi a una perizia personologica, come già annunciato dagli avvocati. «Ogni cosa a suo tempo» dice, mentre si trova in fila per prendere un taxi, mentre il suo avvocato Angela Taccia rimarca come, sostiene, ci siano «degli errori anche nell’informativa depositata», e «il mio assistito è innocente e lo dimostreremo, dateci il tempo di studiare gli atti».




