"Vederlo mi ha provocato un effetto devastante, la sua crudeltà, la sua lucidità, la sua mancanza di rispetto e di pentimento… È una persona che non si può descrivere, in aula purtroppo ho avuto un momento di sfogo, ma è stato terribile guardarlo per la prima volta. Ora mi aspetto giustizia". È decisamente provata Una Smirnova dopo la prima udienza del processo in Corte d'Assise a Milano per l'uccisione della figlia Pamela Genini. Con quelle parole Smirnova si riferisce a Gianluca Soncin, l'imprenditore di 53 anni in carcere per l'omicidio pluriaggravato di Pamela, uccisa con 76 coltellate il 14 ottobre 2025. Appena l'uomo è entrato in aula, Smirnova ha urlato contro di lui e si è sentita male.
Nel frattempo, è emersa la strategia difensiva dei legali di Soncin, i quali puntano a cancellare le aggravanti contestate dai pm, tra cui la premeditazione, la crudeltà e i futili motivi. Lo scopo del processo - hanno spiegato i legali Pietro Sartori e Simona Luceri - è capire come è successo il fatto e appurarlo nel modo migliore possibile e capire perché è successo, il movente. Pamela Genini - hanno aggiunto - è morta per i colpi inferti dall'imputato, ma c'è tutto il tema delle aggravanti su cui la difesa avanzerà degli argomenti". Il 53enne rischia l'ergastolo.
Pamela Genini, dove cercano la sua testa: l'ultima inquietante pista
Decapitata. E ora si cerca la testa di Pamela Genini: il sospetto è che il suo ex possa averla nascosta, dopo ave...Dall'altra parte, Nicodemo Gentile, che assiste la madre della 29enne uccisa, è convinto che Pamela poteva essere salvata e "noi andremo avanti e ci auguriamo che a Bergamo ci sia un procedimento parallelo già aperto per quanto riguarda quel verbale del pronto soccorso di Seriate dove Pamela dà delle indicazioni ben precise dello stato in cui viveva e delle sue paure, c'erano tre indici precisi che imponevano una forma di protezione per questa donna". Gentile ha anche definito Francesco Dolci, l'amico di Pamela Genini indagato dalla Procura di Bergamo per il vilipendio del suo cadavere, "uno stalker in vita e dopo la morte"
Intanto, la Corte ha vietato le riprese televisive e le immagini nel processo, perché è "debole l'interesse pubblico alla vicenda, è limitato ovviamente alla frequenza di omicidi ai danni di donne, ma non è connotato da altri rilevanti aspetti di interesse pubblico".




