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Esercito, la riforma: 40mila soldati in più, richiamo obbligatorio, paghe pesanti

martedì 16 giugno 2026
Esercito, la riforma: 40mila soldati in più, richiamo obbligatorio, paghe pesanti

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Prende forma la riforma della Difesa ideata dal governo. Come anticipa affaritaliani.it, il disegno di legge punta a creare un sistema di Forze di riserva composto da personale addestrato e rapidamente impiegabile a supporto delle Forze armate non solo in caso di guerra, ma anche durante periodi di pace e in situazioni di emergenza. Per raggiungere questo obiettivo vengono introdotte tre diverse categorie di riservisti

La riserva operativa comprende gli ex militari che hanno lasciato il servizio da non più di cinque anni e che accettano un impegno quinquennale di disponibilità al richiamo. Questi possono essere richiamati obbligatoriamente in caso di gravi crisi che riguardino la sicurezza dello Stato o la difesa dei confini, mentre per attività di addestramento o impieghi temporanei il richiamo richiede il loro consenso e non può superare un anno.

La seconda categoria è la riserva volontaria specialistica, destinata a cittadini in possesso di competenze professionali particolarmente utili alle esigenze militari. In questo caso il provvedimento prevede anche la possibilità di attribuire direttamente un grado militare, senza la necessità di superare un concorso pubblico, così da poter integrare rapidamente professionalità specialistiche all’interno delle strutture della difesa. La terza categoria è la riserva territoriale, organizzata su base regionale e rivolta a volontari di età compresa tra i 25 e i 35 anni. I partecipanti sottoscrivono una ferma di dodici mesi e possono essere impiegati per attività di supporto alle Forze di polizia, per la gestione di emergenze, calamità naturali e operazioni di soccorso alla popolazione.

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Per favorire l’adesione al nuovo sistema sono previsti diversi incentivi economici. I riservisti riceveranno un compenso di 130 euro per ogni giornata dedicata all’addestramento, oltre a un premio annuale di 1.300 euro per chi completa tutti i richiami previsti. Inoltre, durante i periodi di richiamo, i datori di lavoro privati beneficeranno di un esonero contributivo pari al 100 per cento, misura pensata per ridurre l’impatto dell’assenza dei lavoratori richiamati in servizio.

Tra gli aspetti più significativi del progetto figura l’introduzione del richiamo d’autorità, disciplinato da un nuovo articolo del Codice dell’ordinamento militare. In presenza di una grave crisi che minacci la sicurezza nazionale o l’integrità dei confini, il Governo potrà disporre la mobilitazione delle riserve attraverso una deliberazione del Consiglio dei ministri, previa comunicazione al Presidente della Repubblica e con l’obbligo di ottenere l’autorizzazione delle Camere entro cinque giorni.

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Il provvedimento contiene infine una delega al Governo per una più ampia revisione dello strumento militare nazionale. L’obiettivo è aumentare progressivamente gli organici delle Forze armate, prevedendo entro il 2033 fino a 40mila unità aggiuntive tra Esercito, Marina, Aeronautica e Corpo unico della Sanità militare, a cui si aggiungono 2600 unità in più per l’Arma dei Carabinieri.