"Andava piano essendo in nove in macchina. Ad un certo punto decideva di accelerare, subito tutti gli abbiamo detto di rallentare altrimenti saremmo scesi dall’auto. Non abbiamo fatto in tempo, quasi, a finire la frase che siamo finiti con l’auto nel canale": questa la versione di uno dei nove ragazzi a bordo dell'auto guidata dal 18enne Gabriele Popovici e finita nel canale Villoresi, a Senago, la notte di sabato 20 giugno. Tre le persone che hanno perso la vita nell'incidente. Le vittime avevano tutte 17 anni.
Il conducente della macchina, portato nel carcere di San Vittore, è risultato positivo all’alcol con un tasso accertato di 1,61. Quella notte l’auto, un'Audi A2, avrebbe proseguito dritta in corrispondenza di una curva a sinistra senza alcun segno di frenata. E quando i vigili del fuoco hanno recuperato il veicolo dal canale, pare che la leva del cambio fosse ancora inserita in quinta marcia. Dalle testimonianze dei cinque giovani sopravvissuti, comunque, emergono gli stessi elementi, tra cui soprattutto la paura per la velocità.
"Più volte veniva detto a Popovici di rallentare sino a quando, giunti a una curva stretta, andava dritto e finivamo con l’auto ribaltata nel canale"; "Ad un certo punto ho capito che qualcosa non andava e per paura ho chiuso gli occhi. Ricordo solo di essermi ritrovata nel canale a bordo dell’auto. Avendo il finestrino aperto sono riuscita ad uscire e, con fatica, a mettermi in salvo"; "Non ricordo bene la dinamica, ricordo solo il vuoto dell’auto durante il salto e che siamo finiti con il tetto dell’auto in acqua. Ricordo di aver trattenuto il respiro e di aver spinto fuori dal finestrino, che fortunatamente era aperto"; "Ho nuotato cercando di raggiungere la sponda dove mi aggrappavo ai rami per poi salire": queste alcune versioni pubblicate da Corriere della Sera, Repubblica e Il Giorno.
Non convince nemmeno la spiegazione del perché avrebbero deciso di viaggiare in nove su una sola auto. Secondo la loro versione, "dovevano esserci due macchine per il ritorno, ma essendone saltata una e non essendoci altro modo per ritornare a casa, decidevamo di tornare a casa tutti insieme".




