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Meteo, "arriva il peggio": caldo killer, quali sono i giorni più estremi

di Roberto Tortoramercoledì 24 giugno 2026
Meteo, "arriva il peggio": caldo killer, quali sono i giorni più estremi

2' di lettura

Il termometro sale, l’Europa boccheggia e l’anticiclone africano non sembra intenzionato a mollare la presa. Dalla Spagna alla Francia, passando per il Nord Italia, l’ondata di calore che dal 18 giugno attraversa il continente meridionale ha già imposto chiusure anticipate delle scuole e misure straordinarie. In Francia, dove i picchi hanno superato i 42 gradi, le misure di emergenza coinvolgono quasi 40 milioni di persone.

L’Italia, per ora, resta ai margini della parte più rovente della massa d’aria arrivata dal Marocco. Ma il sollievo è relativo. “Noi in Italia siamo leggermente a margine, non nella zona più interessata”, spiega Luca Mercalli, meteorologo e presidente della Società meteorologica italiana. “Anche nel nostro Paese, però, abbiamo toccato massime molto alte, fino ai 37/38 gradi, pur senza infrangere per ora record assoluti”.

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Il punto è che il peggio potrebbe non essere passato. Secondo Lorenzo Giovannini, fisico dell’atmosfera dell’Università di Trento, la parte centrale dell’aria calda potrebbe spostarsi proprio sul Nord Italia tra domenica 28 e lunedì 30 giugno. “Preoccupa che nel medio periodo non si veda la fine di questa ondata calda, potrebbe forse arrivare all’inizio di luglio, ma si prevedono temperature elevate per tutto giugno”.

A spingere verso nord l’aria sahariana è una “goccia fredda” sull’Atlantico, al largo del Portogallo. Più questo fenomeno persiste, più a lungo il caldo viene deviato sull’Europa. L’uscita di scena potrebbe avvenire gradualmente oppure con una perturbazione atlantica: in quel caso il contrasto tra masse d’aria potrebbe produrre venti forti e grandinate.

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Mercalli lega il fenomeno al riscaldamento globale: “Se non ci fosse il riscaldamento climatico, fenomeni di questa intensità sarebbero stati impossibili”. E avverte contro la retorica dell’adattamento: “Ci si può abituare ad avere la febbre a 40?”. Il prezzo, dice, sarà pagato in qualità della vita, agricoltura, consumi energetici e salute: “Il troppo caldo uccide tanta gente, è un killer silenzioso”. Il paragone con il 2003, ormai, rischia di essere superato. Quella fu un’eccezione; oggi, osserva Giovannini, è come se l’Europa vivesse “tante estati 2003”.