"La bomba sono andato a mettere là! Facciamo la storia". Una frase forte, molto forte, quella pronunciata da uno dei quattro arrestati per l'attentato ai danni di Sigfrido Ranucci in una intercettazione citata nelle 107 pagine di ordinanza di custodia cautelare nell'ambito dell'indagine legata ai fatti del 16 ottobre 2025 a Pomezia. In merito ai mandanti l'indagato intercettato afferma di avere operato su commissione: "mi contattò uno, lo sai com'è quando vai a Roma". In un'altra conversazione un indagato ha affermato: "Quando siamo andati a fare il fatto!", riferendosi all'attentato di Pomezia. "Sei sott'occhio, per quella cosa che hai fatto a Roma", dice un altro interlocutore a un indagato, "tiè guarda quando fai le cose di nascosto, io come ti trovi nei casini!...l'indagine presume che è stato uno della Campania, lo sai cosa significa? Che si sono presi tutte le telecamere da Roma a scendere giù, tutte le auto".
Sono queste le prime intercettazioni che emergono dopo i quattro arresti per l'attentato al conduttore di Report nell'ottobre del 2025, quando un ordigno esplose davanti al cancello della sua abitazione. Le quattro persone sono accusate a vario titolo di detenzione, porto in luogo pubblico e uso di ordigno esplosivo, minaccia e danneggiamento, aggravati dall'aver agito in più di cinque persone e con modalità di tipo mafioso. L'operazione è scattata a seguito delle indagini avviate dai carabinieri dei Nuclei Investigativi di Roma e Frascati dopo l'attentato dinamitardo ai danni di Ranucci, quando un ordigno fu fatto deflagrare davanti al cancello dell'abitazione del giornalista, distruggendo le sue due autovetture parcheggiate e danneggiando il muro perimetrale.
Attentato dinamitardo contro Sigfrido Ranucci, 4 arresti
ROMA (ITALPRESS) – I carabinieri hanno arrestato i presunti esecutori dell’attentato dinamitardo contro Sigf...Nel frattempo, l'Usigrai si dice soddisfatta "dei passi avanti nelle indagini sull'attentato al giornalista Sigfrido Ranucci, con l'arresto dei presunti esecutori in un contesto ancor più inquietante perché, secondo i pm, caratterizzato dal metodo mafioso". Il sindacato - continua la nota - "fin dal primo momento è stato al fianco del giornalista e dell'intera redazione di Report, è convinto che gli inquirenti continueranno con lo stesso impegno le indagini per individuare i mandanti di questo gesto vile". "L'attentato dinamitardo - si legge ancora -, oltre che Ranucci, voleva colpire l'intero mondo del giornalismo d'inchiesta e l'articolo 21 della Costituzione, confermando i timori espressi dai principali osservatori internazionali che collocano l'Italia sempre più in basso nelle classifiche sulla libertà di stampa".
Fratelli d'Italia ha espresso soddisfazione per gli arresti attraverso le parole del vicecapogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera Alfredo Antoniozzi: "Esprimiamo soddisfazione per gli arresti relativi al gravissimo attentato subito dal giornalista Sigfrido Ranucci e alla sua famiglia. A loro va ancora oggi la nostra solidarietà più totale. Nel contempo non possiamo non esprimere ancora oggi amarezza per quanti all'epoca hanno colto l'occasione per accusare addirittura il governo. Fu un pessimo esempio in un momento nel quale bisognava dimostrare civiltà. Rivendichiamo il diritto democratico di essere spesso in disaccordo con Ranucci ma gli siamo stati vicini con il dovere della solidarietà in una vicenda vergognosa e criminale".




