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Meteo impazzito, caldo-record in Italia? "Ma al Nord crollo di 15°": ecco quando

di Roberto Tortoramercoledì 15 luglio 2026
Meteo impazzito, caldo-record in Italia? "Ma al Nord crollo di 15°": ecco quando

2' di lettura

Come un diagramma impazzito, fatto di picchi e vertiginose cadute, il meteo estivo è ormai lontano dall’essere stabile. Ondate di caldo e raffreddamenti repentini. Un’anomalia bella e buona, come riferisce il climatologo dell'Università di Camerino, Massimiliano Fazzini che, in un'intervista al Corriere della Sera, spiega come la comunità scientifica si trovi davanti a uno scenario senza precedenti: “Questa ondata di calore, che non so più se considerare come terza o un prolungamento della precedente, ha molte componenti anomale”.

Se la Francia ha toccato punte record di 43-44 gradi, secondo Fazzini “arrivare a 43-44 gradi nella Francia occidentale è una cosa che non si era mai vista, ma chi dice che si arriverà a 50°C tra dieci-dodici giorni sta facendo fanta-meteorologia”. L'Italia, almeno finora, è rimasta ai margini del flusso più rovente. Le anomalie principali sono due: “L'asse del ‘promontorio’ di aria torrida in salita dal Sahara e la durata”. A cambiare è la direzione dell'anticiclone africano, inclinato da Sudovest verso Nordest anziché lungo il tradizionale asse Sud-Nord. Una configurazione che, spiega Fazzini, “ha salvato l'Italia dal flusso di aria più bollente”, concentrato invece su Francia e Spagna. La tregua, però, sarà breve. Le mappe indicano temperature in ulteriore aumento tra Sardegna e Puglia. “Nelle zone interne dell'isola si potranno toccare i 45 gradi, oltre le previsioni ritenute valide solo pochi giorni fa”.

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Al Nord, invece, potrebbe arrivare un brusco ribaltone. “Il Nord e il versante adriatico tra domenica 19 e lunedì 20 potrebbero essere invasi da un flusso di aria artica che potrebbe far crollare le temperature anche di 15 gradi”. Ma proprio lo scontro tra masse d'aria diverse rischia di alimentare fenomeni violenti. “Lo scontro con l'aria calda nella pianura padana e nelle zone montuose potrebbe favorire possibili grandinate locali con chicchi di elevato diametro”. E lo sguardo è già rivolto all'autunno. “C'è il rischio concreto che a settembre-ottobre si possono formare i devastanti medicane, le tempeste mediterranee con forza di uragano”. Quanto al futuro più immediato, Fazzini non si sbilancia troppo, ma avverte: “È probabile: dopo la passata di aria artica nel prossimo fine settimana, le temperature torneranno a salire”.

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