Camicia a maniche corte, barba curata, sguardo vispo. Mario Roggero anche in carcere continua a preservare calma, dignità e forza d’animo. A chi l’ha visto ieri, Mario è apparso combattivo e determinato. «Diciamo che sta prendendo confidenza con la vita carceraria» rivela il suo legale a Libero, Stefano Marcolini, «certo spera e speriamo che rimanga il minor tempo possibile, ma intanto si sta ambientando”. Tra poco Mario, all’interno del carcere di Bollate, sarà impiegato in un lavoro, nell’area della contabilità. Ieri sera, però, è arrivata la mazzata finale. Ossia che Mario l’estate se la farà in carcere.
ESTATE DENTRO
Il tribunale di sorveglianza di Milano ha fissato l’udienza, per un eventuale «differimento di pena», nell’attesa che si discuta la domanda di grazia, per il 16 settembre 2026. Giusto il tempo per i giudici di andare in ferie. Un modo per tenerlo impegnato, oltre alle sue letture e alla numerologia, con cui sta appassionando anche altri detenuti. Roggero, infatti, è appassionato a questa pratica che attribuisce ai numeri un valore simbolico. Il cinque - giorno del suo compleanno, 5 maggio - rappresenta il cambiamento. Per ogni malanno Mario, mal di denti, mal di testa, raffreddore, ha una lista di numeri da ripetere. I libri, la scrittura, lo aiutano molto a superare i momenti di crisi. In carcere passa molte ore nella biblioteca, che ha un catalogo di oltre 16 mila volumi.
Qui sta conoscendo molte persone, una vita totalmente diversa rispetto a quella di prima tra casa, famiglia e lavoro. Ha conosciuto anche Massimo Bossetti, il muratore di 54 anni, che nell’istituto penitenziario di Bollate, sta scontando la sua pena all’ergastolo per l’omicidio di Yara Gambirasio. Nella sua sezione c’è anche il killer della Uno Bianca, Fabio Savi. E «Mario piano piano sta conoscendo tutti».
Il compagno di cella è un detenuto per spaccio internazionale. In camera ci sono i fornelletti per cucinare, perché gli orari dei pasti distribuiti dai servizi interni sono rigidi. Pranzo alle 11. Cena alle 17. Per una persona come Mario abituata a mangiare anche alle dieci di sera, cenare alle cinque del pomeriggio, beh non è il massimo. Ecco perché, «preferisce cucinarsi qualcosa». La scorsa sera Mario e il detenuto con cui condivide lo spazio, sono stati invitati in un’altra cella per la cena.
Mario Roggero, doccia gelata: deve restare in carcere
L'Ufficio di Sorveglianza di Torino ha respinto l'istanza di differimento della scarcerazione per Mario Roggero,...«È anche un modo per passare il tempo», dice il suo avvocato. Intanto il collegio difensivo lavora per provare a tirare fuori Roggero di lì. «Vogliamo leggere le motivazioni della sentenza» dice l’avvocato Marcolini, «e spero che arrivino al più presto. Perché questo ci servirà per andare in Corte europea dei Diritti dell’Uomo».
La difesa, lo ricordiamo, aveva presentato una istanza di differimento della pena, nell’attesa della discussione della domanda di grazia. Ma due giorni fa, l’ufficio di Sorveglianza di Torino ha respinto l’istanza di scarcerazione di Roggero. Questo, ovviamente dopo innumerevoli rimpalli. Gli atti erano stati presentati prima a Torino, ma Mario era ancora libero, e quindi Torino li aveva rispediti a Milano, che a sua volta li aveva rispediti a Torino. E poi la difesa li ha ripresentati a Milano. Ieri la decisione che l’udienza appunto, sarà a settembre.
FAMIGLIA IN SILENZIO
Mercoledì sera la famiglia Roggero ha pubblicato una lunga lettera nella pagina Instagram di Mario, giunta ormai a 197 mila followers. «Ci sono momenti in cui le parole sembrano non bastare - scrivono - e forse questo è uno di quei momenti. In questi mesi abbiamo ricevuto qualcosa che non dimenticheremo mai: l’affetto di milioni di persone, che pur non conoscendoci, hanno scelto di esserci. Al di là delle idee, delle opinioni e delle differenze, abbiamo incontrato persone che hanno scelto di guardare prima di tutto il lato umano di questa storia. A ciascuno di voi, va il nostro grazie più sincero. Da oggi per rispetto di questo momento le pagine ufficiali osserveranno un periodo di silenzio».




