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Attentato a Ranucci, Tavares: "Cosa mi ha detto il cardiologo"

martedì 11 agosto 2026
Attentato a Ranucci, Tavares: "Cosa mi ha detto il cardiologo"

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Gomes Clesio Tavares, 47 anni, coinvolto nell’inchiesta sull’attentato dinamitardo contro Sigfrido Ranucci, si trova da settimane in Camerun e non è rientrato in Italia nonostante un’ordinanza di custodia cautelare. Intervistato dal Tg1 e dal Corriere della Sera, respinge ogni accusa: "So che hanno chiesto il mio arresto, ma i pm si sbagliano. Io non ho fatto niente" e, sull’attentato, "Non ne so nulla, mai fatto qualcosa del genere".

Tavares sostiene di voler tornare in Italia, dove vive con la famiglia, ma spiega di essere impossibilitato a viaggiare per motivi di salute: "Io non ho spostato niente ho avuto delle trombosi, ho insistito con il cardiologo mi ha detto che non posso viaggiare". Dice inoltre di aver previsto un rientro, ma di voler prima chiarire alcune questioni. Su altri aspetti, però, sceglie di non rispondere: in particolare sulla sua conoscenza diretta con Ranucci e su una presunta affiliazione alla Wagner ai tempi di Prigožin.

L’ordinanza della gip Iole Moricca presenta invece una ricostruzione molto diversa. Tavares viene descritto come un collaboratore stretto di Lavitola, con interessi economici comuni, ma soprattutto come una figura che avrebbe avuto un ruolo operativo nell’attentato. Secondo gli investigatori, avrebbe contribuito al reclutamento degli esecutori e avrebbe partecipato a un sopralluogo insieme a Pellegrino D’Avino. L’ordinanza afferma: "Il tenore dei messaggi induce a ritenere assolutamente certo che al sopralluogo abbia partecipato anche Clesio Tavares". Avrebbe inoltre messo a disposizione l’auto utilizzata per verificare il luogo del blitz.