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Report, Piero Riccardi lodato come "vignaiolo senza avidità"? Cosa non torna

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giovedì 13 agosto 2026
Report, Piero Riccardi lodato come "vignaiolo senza avidità"? Cosa non torna

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Da quando si è aperta l'inchiesta sul tentato attentato ai danni di Sigfrido Ranucci, col successivo arresto del faccendiere Valter Lavitola come mandante, non si fa che parlare non solo della vicenda specifica ma anche del programma condotto da Ranucci, Report. Nelle ultime ore, per esempio, è venuto fuori un dettaglio non di poco conto: Piero Riccardi, il "vignaiolo senza avidità" raccontato da uno dei servizi del programma di Rai 3, sarebbe stato in realtà un ex autore della trasmissione. Lo si legge nell'articolo di Luciano Ferraro sul Corriere della Sera.

Il tema di fondo era quello dei "piccoli chimici" nel settore del vino. Venivano messe sotto accusa "pratiche illegali, truffe e nuove tecniche di cantina come l’uso di lieviti industriali". In un servizio, però, si era comunque voluto precisare che non tutti gli enologi e i vignaioli agivano allo stesso modo. "Esistono anche agricoltori — aveva ammesso Ranucci — che rinunciano all’avidità ancestrale in nome del rispetto della natura". Tra i puristi del vino citati in quella puntata, ecco anche un ex collega di Report, Riccardi, dell’azienda Riccardi Reale.

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Pur essendo trascorsi due anni e mezzo da quell'approfondimento di Report, c'è ancora polemica. "Ci lanciò fango addosso", ha ricordato Lamberto Frescobaldi, presidente di Marchesi Frescobaldi e dell’Unione Italiana Vini. A riaprire il caso è il senatore Giorgio Maria Bergesio, responsabile del settore agricoltura per la Lega: "Dopo aver descritto il settore vitivinicolo come un 'film dell’orrore', la trasmissione di Ranucci ha pensato bene di indicare come 'modello virtuoso' da valorizzare proprio le Cantine Riccardi Reale. Peccato che il proprietario sia Piero Riccardi, autore di ben 29 inchieste del programma, e che al suo fianco ci sia Lorella Reale, anch’essa firma di passate puntate sul cibo e la carne". E ancora. "Siamo di fronte a una commistione inaccettabile e a un palese conflitto d’interessi sulla rete ammiraglia del servizio pubblico".

Nel servizio si dava conto della passata collaborazione di Riccardi con Report, presentandolo come produttore. Ma questo non giustificherebbe comunque quanto accaduto, secondo il senatore leghista. Che ha sottolineato: "Dopo anni di servizi volti a colpevolizzare gli allevatori e i viticoltori italiani, attaccando la sostenibilità e la qualità delle nostre produzioni, Report usa la vetrina della Rai per fare pubblicità e dare 'patenti di eticità' all’azienda agricola di un proprio ex autore storico".

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