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L'avvocato di Lavitola: "Ranucci potrebbe aver capito chi fosse il mandante"

domenica 16 agosto 2026
L'avvocato di Lavitola: "Ranucci potrebbe aver capito chi fosse il mandante"

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L’inchiesta sull’attentato contro Sigfrido Ranucci resta al centro dell’attenzione degli investigatori, mentre la difesa di Valter Lavitola, detenuto con l’accusa di essere il mandante dell’azione, prepara nuove iniziative sul piano giudiziario. A parlare è l’avvocato Sergio Cola, che all’Ansa sostiene: "Gli atti dimostrano che lo stesso Ranucci aveva chiesto di aumentare la scorta, è intuibile che dopo l'attentato avesse capito chi fosse il mandante". Il legale interpreta quindi la richiesta di rafforzamento della protezione come un possibile elemento che avrebbe aiutato il giornalista a comprendere l’identità di chi si trovava dietro l’attacco.

Cola interviene anche sulle dichiarazioni rese da Lavitola e considerate in parte poco chiare dagli inquirenti. Secondo il difensore, gli stessi esecutori dell’attentato avrebbero sostenuto che "loro non avevano alcuna intenzione di far del male a Ranucci, lo si vede dalle modalità dell’attentato". Sull’eventuale presenza di un “terzo livello” nella vicenda, l’avvocato taglia corto e parla di «congetture», prendendo le distanze dall’ipotesi che dietro Lavitola possano esserci altri soggetti o un’organizzazione più ampia.

Intanto la difesa si prepara a presentare, nei primi giorni della prossima settimana, una nuova richiesta al Tribunale del Riesame contro le misure cautelari disposte nei confronti di Lavitola. Gli avvocati stanno inoltre valutando un’integrazione delle dichiarazioni dell’ex direttore dell’Avanti!, con la possibilità di chiedere un nuovo interrogatorio sugli aspetti ritenuti “fumosi” dai magistrati. Uno dei legali, Arturo Cola, incontrerà Lavitola nel carcere romano di Rebibbia.