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Ranucci "l'uomo delle balle": l'imbarazzante chat tra la collaboratrice e la Boccia

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venerdì 21 agosto 2026
Ranucci "l'uomo delle balle": l'imbarazzante chat tra la collaboratrice e la Boccia

2' di lettura

Sono le chat a raccontare alcuni dei passaggi più delicati dell’affaire Ranucci-Lavitola.  Messaggi che, riletti alla luce dell’attentato, sollevano interrogativi sui rapporti tra i protagonisti e su ciò che sarebbe accaduto. Il Giornale si è concentrato sui 39 giorni che separano la visita del faccendiere a casa del conduttore dalla deflagrazione dell’ordigno. Il 7 settembre 2025 Valter Lavitola scrive a Sigfrido Ranucci: «Dove ci vediamo?».

Il conduttore propone casa sua e Lavitola risponde chiedendo l’indirizzo: «Non so dove sei». Ranucci glielo invia e aggiunge un dettaglio: «Trovi villetta bianca con auto posteggiata. Due auto». Sarà proprio un mese e mezzo dopo che quelle due automobili verranno coinvolte nell’attentato. C’è poi un’altra conversazione, questa volta tra Laura Cianfoni e Maria Rosaria Boccia. Il 27 maggio 2025 Cianfoni scrive a Boccia parlando di Ranucci in termini molto duri: «Ha il primato delle balle e le sa raccontare meglio di tutti». Poco dopo aggiunge: «Non serve che vi mettiate d’accordo per le vostre mille videochiamate e telefonate», riferendosi ai contatti tra Boccia e il conduttore.

Sono proprio queste chat a rappresentare uno dei punti più interessanti della ricostruzione, perché mettono nero su bianco rapporti e circostanze che, successivamente, verranno raccontati in modo diverso. Nel caso di Lavitola, la domanda nasce soprattutto da un altro elemento contenuto negli atti. Il suo telefono aveva già agganciato, nel luglio 2024, una cella compatibile con l’area dell’abitazione di Ranucci. Se il faccendiere fosse già stato in quella zona, perché il 7 settembre 2025 avrebbe chiesto nuovamente l’indirizzo? La cella telefonica, da sola, non dimostra che Lavitola fosse davanti alla casa. Ma il dato, unito alla chat e al riferimento alle due automobili, diventa un elemento che gli investigatori devono valutare. In queste chat esclusive scoperte dal Giornale emerge il  rapporto tra Cianfoni e Ranucci ma vengono smentite anche le recenti affermazioni del conduttore che faceva sapere di non aver «alcun rapporto con Maria Rosaria Boccia».

L’incontro tra Ranucci e Lavitola avvenne e, secondo quanto emerso da un colloquio del faccendiere con il suo legale Arturo Cola, in quell’occasione Lavitola avrebbe messo in guardia il conduttore dal rischio di «possibili attentati». Un elemento che, secondo la ricostruzione investigativa, non sarebbe stato riferito agli inquirenti. Nel fascicolo compare anche Clesio Gomes Tavares, indicato come intermediario tra Lavitola e gli esecutori materiali dell’attentato. Anche il suo telefono avrebbe agganciato, nell’aprile 2024, una cella al servizio dell’area della casa di Ranucci. Il quadro che emerge è quindi quello di una rete di rapporti, telefonate e messaggi che gli investigatori stanno cercando di ricostruire. Le chat non offrono, da sole, risposte definitive. Ma contengono parole e dettagli che, dopo l’attentato, assumono un peso diverso: dall’«Non so dove sei» di Lavitola alle «due auto» indicate da Ranucci, fino alle «mille videochiamate e telefonate» citate da Cianfoni. Ed è proprio da quelle conversazioni che passa una parte importante delle domande ancora aperte sull’affaire Ranucci-Lavitola.