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Roma, torna la lebbra. Ed è di importazione

lunedì 7 settembre 2026
Roma, torna la lebbra. Ed è di importazione

2' di lettura

A Roma ci sono ancora casi di lebbra. A confermarlo, come riportato da Il Tempo, è una richiesta di sussidi presentata da Roma Capitale per le persone affette dal morbo di Hansen, che è la definizione scientifica della lebbra. Roma Capitale ha inviato la scheda di rilevazione delle spese sostenute nel 2025 per l’erogazione del sussidio. La Regione ha comunicato che l’importo complessivo richiesto è di 33.273 euro e ha provveduto alla concessione, nel 2026, del sussidio a favore delle persone colpite dalla malattia.

La lebbra è una malattia infettiva e cronica causata dal batterio Mycobacterium leprae. Secondo quanto spiegato dall’Istituto Spallanzani, centro di riferimento regionale per le malattie tropicali neglette, può essere trasmessa da persona a persona attraverso goccioline e secrezioni nasali, ma il contagio avviene a seguito di contatti stretti e prolungati nel tempo. Proprio l’Istituto Spallanzani ha sottolineato che le malattie tropicali neglette sono presenti anche in Italia e a Roma. Nella capitale, secondo gli specialisti dell’Istituto nazionale per le malattie infettive, vengono registrati ogni mese casi di leishmaniosi e lebbra.

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Uno dei problemi evidenziati riguarda il percorso di cura. Chi è affetto da queste patologie non sempre riesce a trovare subito un percorso terapeutico adeguato e può arrivare ai centri specializzati dopo aver provato terapie inutili o assunto farmaci sbagliati. C'è da dire, però, che in Italia si contano ancora pochi casi, "meno di una decina di nuovi pazienti all’anno - hanno quantificato allo Spallanzani - Sono tutti casi di importazione. Dagli anni ’70, quando la malattia ha smesso di essere endemica in Italia, non ci sono più contagi locali". 

Nonostante il numero limitato di casi nel nostro Paese, negli ultimi anni si è assistito a un nuovo aumento a livello mondiale. I dati pubblicati dall’Organizzazione mondiale della sanità indicano che nel 2023 sono stati registrati 182.815 casi, con un incremento del 5% rispetto all’anno precedente. Le principali aree endemiche della malattia restano India, Brasile e Indonesia.

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