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Genova, società pubblica sbaglia il bonifico: 524mila euro sul conto di un 21enne

di Simone Di Meolunedì 7 settembre 2026
Genova, società pubblica sbaglia il bonifico: 524mila euro sul conto di un 21enne

3' di lettura

Un ragazzo di 21 anni, disoccupato, controlla il conto dopo aver pagato alcune spese con il bancomat e ci trova depositati 524mila euro. Non ha vinto alla lotteria, nessuna eredità. Quel denaro arriva da Armaereo, la Direzione degli armamenti aeronautici e per l’aeronavigabilità del ministero della Difesa. Serviva a saldare una commessa affidata a una multinazionale tedesca, leader nei sistemi ottici e di comunicazione. Per un errore ancora da spiegare, il bonifico è invece atterrato sul conto di Jonathan R. C., italiano di seconda generazione, figlio di una famiglia originaria dell’Ecuador e residente a Genova. È la fine di maggio e Jonathan sa bene quanti soldi possiede: poche decine di euro. Come tanti ragazzi della sua età senza lavoro, sta cercando di capire quali compere possa ancora permettersi, quando apre l’applicazione della banca. Strabuzza gli occhi, sullo schermo compare una cifra che non ha mai visto prima: 524mila euro.

Jonathan controlla, chiude l’app e ripete l'autenticazione. Forse pensa a un guasto, a un numero apparso per sbaglio. Ma il saldo è sempre quello. Sul suo conto c’è davvero più di mezzo milione, versato da un ufficio del ministero della Difesa. Il ragazzo capisce subito che quei soldi non gli appartengono, ma la sorpresa si trasforma in paura e lui rimane paralizzato. Non sa a chi rivolgersi e, soprattutto, non immagina quanto possa diventare serio il pasticcio nel quale è precipitato senza aver fatto nulla. Alla fine sceglie la soluzione che gli sembra più semplice: fa finta di niente. Non spende i 524mila euro e non prova a trasferirli altrove. Li lascia dove sono, ma non avverte la banca, le forze dell’ordine o l’amministrazione che ha disposto il bonifico. Probabilmente spera che qualcuno si accorga dell’errore e rimetta ogni cosa al proprio posto. Qualcuno, infatti, se ne accorge. Solo che per Jonathan non finisce lì. Nel giro di pochi giorni, forse persino di poche ore, Armaereo scopre che il pagamento non è mai arrivato a destinazione. Partono i controlli, e il percorso del denaro conduce direttamente al conto del giovane genovese. A quel punto scatta la denuncia e il fascicolo finisce alla Procura di Roma, competente per territorio. Poco dopo, i carabinieri bussano alla porta di Jonathan per comunicargli che è sotto indagine.

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Non risulta ancora formulato un capo d’imputazione. Gli accertamenti potrebbero concentrarsi sull’ipotesi di appropriazione indebita, ma toccherà ai magistrati stabilire se il comportamento del ragazzo abbia avuto rilevanza penale. A pesare nella ricostruzione sarà soprattutto ciò che Jonathan non ha fatto: non avrebbe speso né trasferito un solo euro della somma ricevuta. Si sarebbe limitato a lasciarla sul conto, senza però segnalare quell’accredito tanto enorme quanto inspiegabile. D’altronde, quello che è davvero inspiegabile e imbarazzante è l’errore di chi ha ordinato il pagamento.


Una cifra superiore al mezzo milione di euro inviata all’Iban sbagliato, e il bonifico ha finanche superato le procedure interne di una struttura statale di primo livello. Bisognerà verificare come sia stato inserito il codice, se l’operazione sia stata effettuata manualmente e quali controlli siano stati eseguiti prima di autorizzarla. Se il nome del beneficiario non coincideva con quello dell’intestatario del conto, qualcuno ha dato il via libera. Perché? Il conto di Jonathan, nel frattempo, è stato sequestrato. I 524mila euro sono rimasti bloccati e, una volta terminati gli accertamenti, potranno tornare ad Armaereo. Altro che soldi piovuti dal cielo...

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