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La battaglia a colpi di kalashnikov tra marocchini: terrore a Bergamo

martedì 8 settembre 2026
La battaglia a colpi di kalashnikov tra marocchini: terrore a Bergamo

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Un vero e proprio arsenale nascosto tra la vegetazione del Milanese e destinato, secondo gli investigatori, a sostenere il controllo delle piazze di spaccio nelle aree boschive lombarde. È quanto emerso dalle indagini dei carabinieri di Bergamo sulla sparatoria del 21 giugno alle piscine Aquamore di Seriate.

Durante le operazioni sono stati individuati diversi depositi clandestini. Tra Vittuone e Cisliano sono stati recuperati kalashnikov, fucili d’assalto SIG 550, centinaia di munizioni e quantitativi di hashish, eroina e cocaina. Altre armi erano state trovate nei boschi tra Ozzero e Nerviano, insieme a circa 80mila euro ritenuti provento dello spaccio.

Al centro dell’inchiesta c’è il 27enne E.A.B., conosciuto come “Botros”, ritenuto dagli investigatori alla guida del gruppo. Dopo l’agguato di Seriate, la fuga del commando si è sviluppata tra il Milanese e il Pavese, fino alla cattura del presunto capo e di un complice, avvenuta a fine agosto durante un’irruzione del Gis in un covo di Vigevano.

Le indagini hanno inoltre portato all’identificazione di una presunta base a Vermezzo con Zelo e di un 21enne considerato il custode dell’arsenale. Pedinamenti e operazioni con unità cinofile hanno consentito di scoprire un ulteriore deposito nei boschi di Oleggio Castello, nel Novarese, con fucili d’assalto AK-74 e AR-15.

Secondo la Procura di Bergamo, armi e violenze sarebbero state utilizzate per imporre il controllo delle attività di spaccio nei boschi. Tutti i fermati sono stati portati in carcere. Le armi e i reperti sono ora al Ris di Parma per gli accertamenti balistici e dattiloscopici.