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Il bur-fascismo

A furia di vederlo nei comizi, sui manifesti elettorali e perfino dentro un piatto di pastasciutta, il fascismo è tornato
di Lucia Espositogiovedì 17 settembre 2026
Il bur-fascismo

1' di lettura

A furia di vederlo nei comizi, sui manifesti elettorali e perfino dentro un piatto di pastasciutta, il fascismo è tornato. Si è materializzato sulla carta d’identità della signora Anna Maria Tonazzini, 82 anni, che dall’isola di Vulcano si è ritrovata catapultata ad Apuania, toponimo del Ventennio. L’anziana chiede il nuovo documento e scopre che non è nata a Carrara, ma ad Apuania. Una spietata macchina del tempo burocratica l’ha rispedita al 1938, quando il regime fascista riunì Massa, Carrara e Montignoso sotto quel nome.

Nel 1946 Apuania fu cancellata dalla geografia, ma è sopravvissuta negli archivi. Quest’inghippo ha trascinato la donna in uno sdoppiamento pirandelliano: ci sono due signore Tonazzini, una nata a Carrara, l’altra ad Apuania. Quando cambia il luogo di nascita cambia pure il codice fiscale e si inceppa la vita: il medico, i conti, le utenze, la patente... Da anni si cerca il fascismo nei simboli, nelle parole e nei fantasmi del passato. Umberto Eco ci aveva avvertito dell’Ur-fascismo, il regime può tornare sotto forme insospettabili. Non aveva previsto la versione più italica: l’errore burocratico. Il Bur-fascismo.