Eccoli pronti alle barricate. Proprio loro, che siedono in Parlamento da più legislature grazie a listini bloccati e collegi blindati, gridano alla democrazia in pericolo per colpa di una nuova edizione della “legge truffa”, come recitano i cartelli sventolati a Palazzo Madama e come dice Francesco Boccia, capogruppo del Pd: «Abbiamo provato fino all’ultimo a correggere questa legge. Abbiamo proposto preferenze vere».
Parlamentare da tre legislature, Boccia è stato eletto grazie alla detestata - a sinistra - “legge Calderoli”, altrimenti detta “Porcellum”, e al “Rosatellum”. E in entrambi i casi di preferenze non c’era neanche l’ombra. Fa niente, l’importante è lanciare l’ennesimo allarme sul pericolo autoritario, di un centrodestra che modifica il sistema di voto «sulla base delle convenienze contingenti» (così Simona Bonafè, deputato dem). Come se questa non fosse la regola della Seconda repubblica a partire dal “Mattarellum”, approvato a maggioranza.
Elezioni, il ribaltone: la mossa del centrodestra, ecco quale data prende piede
Mentre il Senato ha approvato, con 113 voti favorevoli, la nuova legge elettorale, continua a tenere banco la questione ...FINTE LACRIME
Ecco Laura Boldrini - un passato in Sel, poi LeU, ora deputata del Pd - indossare i panni della pasionaria delle preferenze: «Stanno raccontando di averle introdotte, non è vero. Volevano davvero le preferenze? Avrebbero potuto votare il nostro emendamento che le introduceva davvero, senza blocchi e senza raggiri. La legge elettorale voluta da Giorgia Meloni è una truffa». Ma se l’ex presidente della Camera aveva tutta questa voglia di preferenze, c’è da chiedersi perché abbia atteso lustri per manifestarla, posto che siede in Parlamento da tre legislature. Pure lei grazie a “Porcellum” e “Rosatellum”.
I dem sono scatenati. E non da ieri. Si sono anche messi a simulare quanti sarebbero i parlamentari eletti grazie alle preferenze al netto dei capolista bloccati. «Meno di un parlamentare su cinque sarebbe eletto con le preferenze», ha detto il senatore Federico Fornaro, secondo cui da qualche giorno a questa parte «è in corso una clamorosa mistificazione della realtà con un ritorno alla scelta piena dell’elettore che invece sarà limitata». Si tratta dello stesso Fornaro eletto per la prima volta in Parlamento nel 2013 grazie alla tredicesima posizione ottenuta nella lista - bloccata del Pd nella circoscrizione del Piemonte. Da giorni dai banchi dem un altro che sta martellando è il suo collega Dario Parrini, che peraltro è anche il vicepresidente della commissione Affari costituzionali. «È una legge truffa per tante ragioni: inganna i cittadini e mortifica il loro diritto di scelta», ha tuonato ieri. Il giorno prima insieme al collega Alessandro Alfieri responsabile riforme di Elly Schlein - aveva gridato alla «macroscopica violazione dei principi democratici» a proposito delle firme da raccogliere per la presentazione delle liste. Lo scorso 10 settembre, invece, aveva accusato Meloni di aver «detto no alle preferenze vere ripiegando sulle preferenze finte. Finte perché varranno per pochissimi eletti».
Parrini è in Parlamento dal 2013: prima come deputato, poi come senatore. La prima volta è stato eletto “a scorrimento” grazie alla blindatissima lista nella circoscrizione Toscana; la seconda - nel 2018 - è diventato senatore vincendo nell’altrettanto collegio uninominale blindato di Sesto Fiorentino. Si dirà: ma lì l’elettore ha fatto una croce sul nome. Vero, ma quel nome è finito sulla scheda peraltro in una roccaforte della sinistra - grazie alla scelta della segreteria del partito, non certo vincendo alle prima rie di collegio, come accade in esempio nel Regno Unito e negli Stati Uniti.
Legge elettorale, ok al Senato. Pagliacciata-sinistra in Aula: cosa hanno esposto
Con 113 voti favorevoli, l'Aula del Senato ha dato il via libera alla legge elettorale. Il testo, modificato da Pal...IPOCRISIA A 5STELLE
Chiusura con la pentastellata Alessandra Maiorino, senatrice M5S. Per lei quella approvata ieri è una «super truffa ai danni degli elettori. Appena il 18% del Parlamento sarà eletto attraverso le preferenze». Quelle che lei, da candidata al consiglio comunale di Fiumicino nel 2013, non ha preso: non eletta. Fortuna che ci sono le odiate leggi elettorali senza preferenze: da due legislature è senatrice.




