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Alba, spara al ladro e lo uccide. Il pm: "Perché è diverso dal caso di Roggero"

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lunedì 21 settembre 2026
Alba, spara al ladro e lo uccide. Il pm: "Perché è diverso dal caso di Roggero"

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"È diverso per tanti motivi" il caso di Mario Roggero da quello del 35enne che ieri ha sparato e ucciso un ladro a Baldissero d'Alba, nel Cuneese. Lo ha detto Biagio Mazzeo, procuratore capo ad Asti. "Intanto - ha spiegato - perché non ci sono riprese della videosorveglianza. Poi perché questa persona, da quanto ho letto, ha assunto un atteggiamento diverso. Il tema però è sempre l'uso legittimo delle armi da parte del cittadino: quando vi sia legittima difesa e quando invece c'è un eccesso o qualcosa di più grave".

A sparare il colpo di pistola è stato Roberto Mollo, autotrasportatore di 35 anni; mentre la vittima si chiamava Gjovalin Lazri, 36 anni. Secondo la ricostruzione finora effettuata dagli investigatori, Lazri sarebbe entrato insieme ad altre persone in una cascina in ristrutturazione di proprietà di Mollo, probabilmente con l’intenzione di sottrarre materiali e attrezzature edili. Mollo, che si trovava nella struttura per sorvegliare il materiale, dopo aver sentito alcuni rumori avrebbe impugnato una pistola semiautomatica, regolarmente detenuta e denunciata, e avrebbe cominciato a sparare. Uno dei proiettili ha colpito Lazri, morto poco dopo nonostante i tentativi di rianimazione dei sanitari del 118. Gli altri componenti del gruppo, invece, sarebbero riusciti a fuggire e, secondo i primi accertamenti, dalla cascina non sarebbe stato portato via nulla.

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Mollo, che si dice pentito del suo gesto ("Ho sbagliato, non dovevo sparare. Ora la mia vita è distrutta") è stato iscritto nel registro degli indagati per omicidio volontario, un atto dovuto nell’ambito dell’inchiesta. Inchiesta che cerca di far luce sull'accaduto, anche se la mancanza di telecamere nella zona rende più complessa la ricostruzione dei fatti. "Noi dobbiamo iscrivere per forza a registro per poter procedere con gli atti garantiti - ha detto Mazzeo -. L'iscrizione non è una condanna".