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Bollo auto, i sindacati rossi scendono in piazza contro il taglio

di Francesco Storacemartedì 22 settembre 2026
Bollo auto, i sindacati rossi scendono in piazza contro il taglio

2' di lettura

È difficile prevedere se domani ci saranno anche parlamentari di sinistra in piazza. Ma l’occasione è di quelle che capitano una volta nella vita. L’Usb, l’Unione sindacale di base, la rappresentanza più rossa che possa esserci, ha tolto i freni e scende in piazza contro il taglio del bollo auto. Non osiamo immaginare a che punto sarebbe potuta arrivare la protesta in caso di raddoppio, invece. Alla testa del fronte del no, si decide di andare domani pomeriggio alle 16.30 davanti al ministero delle Finanze per dirgliene quattro a questi screanzati del governo che tagliano tasse anziché metterne di nuove.

Il paradosso è evidente: vanno in piazza mentre lo Stato toglie una tassa odiata. Per chi vede il provvedimento come un sollievo concreto è paradossale. Per Usb è insufficiente ed «elettorale», quindi va contestato lo stesso. Del resto, da sinistra si contestava anche il taglio del cuneo fiscale - che dicevano che sarebbe durato appena un anno e invece è diventato strutturale - perché qualsiasi cosa dovesse arrivare dal governo non è gradita. Nel comunicato dell’Usb si cita persino l’aumento dell’inflazione, che col governo Meloni è diminuita in maniera considerevole: quando il governo in carica si è insediato (fine ottobre 2022) l’inflazione era intorno all’11,8%. Poi è crollata: media 2023 al 5,6%, 2024 all’1%, 2025 all’1,5%. Ad agosto 2026 è risalita al 3,3% (da 2,9% a luglio), trainata soprattutto dall’energia (+17,1%), non dal “carrello” alimentare, che Istat dà al +0,9% su base annua.

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Quel che si dovrebbe notare, invece, è il beneficio di una politica che tende a togliere vessazioni fiscali anziché imporne. Ma è evidente che si tratta solo di critiche ideologiche per contestare il governo. La realtà è che circa 14,5 milioni di mezzi tra auto e moto avranno un risparmio fino a 240 euro, e la copertura del provvedimento verrà dai risparmi sul Pnrr e i conseguenti trasferimenti alle Regioni. Dice Giorgetti, ministro dell’Economia, che quei 2,3 miliardi sono in gran parte risparmi su prestiti Pnrr non usati. Per la maggioranza praticamente - come afferma la Meloni - è spazzata via «una delle tasse più odiate», la tassa di possesso sulla prima auto di piccola/media potenza (fino a 80 kW) e sulle moto, un veicolo a persona.

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Destinatari: chi usa l’auto tutti i giorni, non le cilindrate alte. Per Tajani si è «solo all’inizio» della riduzione fiscale in coerenza con lo slogan «meno tasse per tutti». Salvini vorrebbe allargare da subito il provvedimento. Il “bollo ciao” canticchiato dalla premier a Fenix - la festa dei giovani di FdI - risuona nelle orecchie di una sinistra che mastica amaro. Ma se si va incontro ai cittadini non dovrebbe essere un motivo per dolersene. Ci pensa l’Usb scendendo in piazza...