Le indagini sulla morte di Antonella Di Ielsi e della figlia Sara Di Vita entrano in una nuova fase. Gli investigatori cercano eventuali tracce digitali in quattro istituti scolastici, mentre resta aperta un'ipotesi inquietante: qualcuno potrebbe aver voluto colpire Gianni Di Vita, ma ad aver perso la vita sono state la moglie e la figlia. Il caso di Pietracatella, in provincia di Campobasso, continua a essere al centro delle indagini della Procura di Larino, che sta cercando di ricostruire quanto accaduto alla fine di dicembre 2025, quando Antonella Di Ielsi, 50 anni, e sua figlia Sara Di Vita, di 15 anni, sono morte dopo essere state avvelenate con la ricina. Negli ultimi giorni, l'inchiesta si è concentrata sulle tracce informatiche che potrebbero aiutare a identificare chi, prima della morte delle due donne, avrebbe cercato informazioni online sul potente veleno.
La Procura ha disposto accertamenti su 155 computer distribuiti in quattro istituti scolastici tra Riccia, Campobasso e Casacalenda, con operazioni programmate tra il 13 e il 16 ottobre. L'obiettivo è verificare se da uno di questi dispositivi siano partite ricerche riconducibili alla vicenda e, soprattutto, se sia possibile risalire a chi le abbia effettuate. L'attenzione si concentra su termini relativi alla ricina e al ricino, ma anche su altre parole che sarebbero emerse durante gli approfondimenti investigativi, tra cui «veleno», «semi di ricino», «olio di ricino», «solfato di ammonio», «solfato di sodio», «esano», «deep web» e «dark web». Si tratta di dieci termini se considerati separatamente, nonostante alcuni titoli parlino di nove parole ricercate. Un altro filone investigativo riguarda alcune conversazioni che sarebbero comparse su Reddit tra agosto 2025 e gennaio 2026.
Secondo le ricostruzioni giornalistiche, le domande pubblicate da un utente anonimo avrebbero inizialmente riguardato la ricina e il suo possibile utilizzo, per poi spostarsi sulla possibilità di individuarne la presenza attraverso gli accertamenti medico-legali dopo una morte. Particolare attenzione sarebbe stata riservata a una modifica effettuata il 5 gennaio 2026, pochi giorni dopo il decesso di Antonella e Sara. Tra le ipotesi circolate nei mesi scorsi ce n'è una che potrebbe cambiare la lettura dell'intera vicenda: l'eventualità che chi ha provocato l'avvelenamento volesse colpire principalmente Gianni Di Vita, marito di Antonella e padre di Sara, e che le due donne siano rimaste vittime di un piano diretto contro di lui. Questa possibilità è stata rilanciata il 27 agosto da Il Tempo, che ha riferito di un'ipotesi investigativa emersa durante la trasmissione televisiva Morning News. Secondo quanto riportato, il bersaglio iniziale avrebbe potuto essere l'ex sindaco di Pietracatella, mentre la moglie e la figlia sarebbero state coinvolte nell'avvelenamento.




