L’incidente che ha coinvolto un elicottero militare italiano in Bosnia-Erzegovina ha causato la morte di quattro militari: due appartenenti all’Esercito e due alla Croce Rossa Italiana.
Le prime due vittime sono il sergente Simone Ruggia e il sergente Claudio Marchesi, entrambi in servizio presso il Comando Aviazione dell’Esercito (AVES) di Viterbo, nel primo reggimento Antares. Questa struttura si occupa della formazione e dell’addestramento di piloti e tecnici, oltre che dello sviluppo delle tecniche di impiego degli aeromobili. Marchesi, 35 anni, era originario di Orvieto ed era appassionato di sci e calcio.
Bosnia, precipita un elicottero italiano: "Militari morti", le parole di Meloni
È di 4 morti e 11 feriti il bilancio fornito dal ministero della Difesa in seguito allo schianto di un elicottero...Le altre due vittime sono il tenente Franco Adriano Zecchillo e il sergente Laura Procacci, appartenenti al Corpo Militare Volontario della Croce Rossa Italiana. Zecchillo era medico, mentre Procacci era infermieraestudentessa di Medicina e Chirurgia a Roma. Originaria di Andria, aveva scelto di prestare servizio come volontaria nella Croce Rossa. Il 28 marzo aveva prestato giuramento, diventando la prima donna sottufficiale a compiere questo passaggio nel Corpo Militare della Croce Rossa.
Nell'incidente è rimasto ferito anche un altro operatore della Croce Rossa, appartenente al team di evacuazione medica. Secondo le prime ricostruzioni, l’elicottero era partito da Viterbo la mattina del28ottobre, aveva effettuato uno scalo all’aeroporto militare di Pratica di Mare e successivamente aveva raggiunto la Bosnia-Erzegovina.
La tragedia ha provocato profondo cordoglio nelle istituzioni italiane, con messaggi di vicinanza alle famiglie delle vittime da parte del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni.




