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Elisa choc: "Sono stata abusata a 8 anni. Mi ha segnata per sempre"

martedì 3 novembre 2026
Elisa choc: "Sono stata abusata a 8 anni. Mi ha segnata per sempre"

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Elisa è stata abusata quando aveva otto anni. Lo ha raccontato la cantante in occasione dell'uscita del mediometraggio “Kintsugi. Musica, immagini, danza, corpo, dolore, ferite indelebili, consapevolezza, rinascita, libertà” al Festival di Roma, che anticipa il nuovo progetto discografico “Kintsugi”, in arrivo il 27 novembre. La quarantottenne ha fatto un viaggio introspettivo per poter dar vita a questo nuovo progetto, svelando anche gli abusi subiti quando era soltanto una bambina. "Questo progetto, il disco e il film, nasce dal bisogno di raccontare sinceramente una crisi individuale, il suo attraversamento verso un grandissimo cambiamento. Ho vissuto un dolore profondo, come persona. Non come artista, non avevo infatti la protezione del ruolo, ero io, nuda di fronte a un terremoto", ha raccontato a Il Corriere della Sera.

"C'è tutta la mia vita, anche le ferite più profonde", ha aggiunto. La cantante ha trovato la forza, pensando che "raccontarlo possa essere utile a tante persone che hanno vissuto quello che ho conosciuto io. Da piccola ho subito una violenza sessuale. Avevo otto anni. Non piccola abbastanza da poterlo dimenticare, ammesso sia mai possibile. Il tipo di esperienza umana che segna la vita di chi ha vissuto la violazione del corpo è qualcosa di molto difficile da nominare. Mi ha segnata per sempre". Un viaggio introspettivo per fronteggiare le ferite interiori, ma anche per essere un esempio da seguire. Elisa vuole combattere la colpevolizzazione delle vittime. "Voglio cercare di essere utile alle tante ragazze e donne, e ai tanti ragazzi, che hanno subito la violenza sessuale. È una missione collettiva, liberarsi da questo assurdo, straziante, senso di colpa per una violenza subita. Lo faccio con il mio lavoro, con queste parole, sostenendo il movimento di donne di 'Una, nessuna centomila' che ho contribuito a fondare. Chi, come me, l’abuso l’ha conosciuto da bambina, perde fiducia nel prossimo, smette di pensare che gli adulti ti proteggano, il tuo mondo si popola di mostri e di pericoli. Quel dolore si va a insediare in anfratti che ogni tanto rigurgitano. È un peccato, perché ti toglie tempo di vita, che nessuno ti restituirà. Io vorrei che nessuno aspettasse a parlarne, io ho atteso molti anni prima di confessarlo a mia mamma e sono dovuta arrivare a 48 anni per cercare l’aiuto di un terapeuta. Il dolore si deve nominare per processarlo. Una persona violentata non ha mai nessuna colpa".

Oltre agli abusi passati, Elisa ha anche parlato del presente: la rottura con l'ormai ex marito Andrea Rigonat. I due si sono detti addio a "a settembre dell’anno scorso, dopo diciassette anni vissuti insieme. Ci sono dei figli, era un legame fortissimo che non avevo messo in preventivo di chiudere. Questo sovvertimento mi ha portato a guardami dentro spietatamente, a farmi domande che non mi ero mai posta. E questo si è riversato in Kintsugi. So parlare solo di sentimenti veri, so scrivere solo quello che sento, le emozioni che mi attraversano", ha poi concluso.