Nell’immaginario collettivo la sigla più nota è Acab (All cops are bastards, “tutti i poliziotti sono bastardi”), resa drammaticamente celebre dal film di Stefano Sollima. A partorirla il movimento inglese degli skinheads negli anni Settanta, utilizzato come motto o insulto contro le forze dell’ordine. Sui muri di Milano, nei giorni scorsi, di quella sigla sono apparse delle varianti, tutte rivolte contro le “divise”. Le parole, però, sono diventate anche fatti. Prima con le manifestazioni sfociate in scontri, poi con l’assalto dei maranza ai negozi del centro, saccheggiati e vandalizzati. A unire centri sociali, collettivi rossi, manifestanti di sinistra e i figli di immigrati c’è un sottile filo rosso: la conclamata idiosincrasia nei confronti delle forze dell’ordine. Per i primi sono il simbolo del governo per i secondi rappresentano lo Stato, nel quale non si riconoscono. Le proteste e gli episodi di guerriglia urbana avvenuti a Milano presentano forti analogie con quanto accaduto a Parigi, e in altre città francesi, dove gli scontri con le forze dell’ordine non sono casuali, ma voluti e cercati.
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Acceso dibattito a “Dritto e Rovescio”, programma di approfondimento di Rete4 condotto da Paolo Del Debbio, ...Dunque, bene ha fatto il governo guidato dalla premier, Giorgia Meloni, a inviare nel capoluogo lombardo 500 militari della Folgore, quale risposta ai negozi devastati e saccheggiati. La loro presenza in strada non è solo rassicurante per i milanesi e i commercianti, ma riempie con un contenuto serio la parola sicurezza. Il controllo del territorio effettuato con gli uomini in divisa schierati in strada rende le città italiane, a partire proprio da Milano, organismi meno vulnerabili. Eppure quello che dovrebbe essere un fattore comune, un valore non negoziabile, la sicurezza appunto, per la sinistra continua a essere un motivo di scontro, di divergenza politica.
Probabilmente le scorie degli anni Settanta, figlie legittime di quel ’68 che per molti non è ancora passato («Polizia fascista» o «L’Italia fuori dalla Nato» alcuni degli slogan di allora) non sono mai state smaltite e continuano a circolare nel corpaccione della sinistra italiana, creando non pochi cortocircuiti. «I militari in centro sono assolutamente inutili, servono a dare una pessima immagine della città e non portano nessun beneficio in termini di presidio delle forze dell’ordine», sostiene il capogruppo del Pd in Consiglio regionale della Lombardia e candidato sindaco alle eventuali primarie del centrosinistra, a Milano, Pierfrancesco Majorino, «Il governo non manda i 500 agenti della Polizia di stato e non immagina nessun intervento in termini di prevenzione. È una pagina assurda che si sta vivendo», rimarca. Quindi sono i militari a creare il danno d’immagine, non i cortei violenti e i vandalismi dei maranza. Una vecchia pubblicità chiedeva di fermare il mondo per poter scendere. A noi basterebbe far ragionare una certa sinistra sul valore delle forze dell’ordine. Perché se sfasciano e protestano è proprio grazie a loro, militari compresi...




