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Giunta Sala, la vergogna in aula sulla donna sfregiata in metro dall'algerino

di Gigia Pizzulodomenica 12 luglio 2026
Giunta Sala, la vergogna in aula sulla donna sfregiata in metro dall'algerino

3' di lettura

Si parla tanto di femminicidi, si fanno incontri e manifestazioni contro la violenza, e poi quando accadono dei fatti di cronaca, veri e quindi non situazioni raccontate durante convegni o vetrine politiche, ecco che la sinistra tace. Fa specie che in queste ore, dopo l’aggressione alla 23enne avvenuta giovedì sulla banchina della metro Duomo, per mano di Mohammed Saidi, che le ha sfregiato il volto, il sindaco Beppe Sala taccia. Un secco No comment da parte dell’interna area di maggioranza eppure la questione sicurezza è un problema centrale di Milano. 

L’ennesimo episodio di violenza gratuita, avvenuto nel cuore pulsante della città, ha scosso l’opinione pubblica e sollevato un polverone politico destinato a far discutere. Lei, una ragazza di origine marocchina, era seduta per i fatti suoi ad attendere il treno quando l'uomo le si sarebbe avvicinato dicendole: «Cosa guardi? Sono uomo e musulmano». Dopo averle sputato addosso e averla colpita con un pugno, l’aggressore ha estratto una lama ferendola al volto. Sul posto è intervenuta la polizia locale che l’ha soccorsa e fermato l’aggressore che tra l’altro si trova in Italia senza permesso di soggiorno e qualche ora prima della violenza era stato fermato e poi rilasciato con divieto di dimora nel capoluogo lombardo. E se da Palazzo Marino non arrivano commenti ufficiali, la reazione del centrodestra non si è fatta attendere. Parole durissime arrivano da Alessandro Corbetta, capogruppo della Lega in Consiglio regionale: «È la dimostrazione del fallimento totale del modello di società costruito in questi anni dalla sinistra. La città è sempre più insicura, abbandonata al degrado e alla prepotenza di chi non rispetta le nostre regole». Corbetta ha poi sollecitato una riflessione profonda sull’integrazione, parlando di «incompatibilità di determinate concezioni culturali e religiose con i nostri valori» e invocato un progetto di rimpatri e remigrazione. «A pagare il prezzo di questo disastro conclude - non sono soltanto gli italiani, ma anche le tante persone straniere che vivono onestamente nel nostro Paese, lavorano, studiano e rispettano le regole.

Milano non può continuare a essere il laboratorio ideologico della sinistra sulla pelle dei cittadini». Sulla stessa linea Christian Gara vaglia (Fratelli d'Italia), che esprime sgomento per la gestione del soggetto: «Colpisce che il responsabile fosse stato arrestato poche ore prima e rimesso in libertà. La sicurezza è un diritto fondamentale, non possiamo più tollerare che chi commette reati sia libero di colpire ancora – dichiara - Milano non può rassegnarsi a episodi di una simile violenza. Occorrono controlli costanti, certezza nell’esecuzione delle misure adottate e una risposta ferma nei confronti di chi delinque e mette a repentaglio l’incolumità delle persone».

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«La Milano di Beppe Sala assomiglia sempre di più al Far West. Per colpa del buonismo della sinistra, che pretende porte spalancate, le nostre città sono preda di violenti, maranza e clandestini che fanno allegramente i loro comodi, mostrando il più assoluto disprezzo per le leggi e per le norme del vivere civile – sentenzia Silvia Scurati, consigliere del Carroccio in Regione È allucinante che una ragazza non possa essere libera di circolare a Milano senza correre il rischio di essere aggredita e addirittura sfregiata. Ovviamente adesso le femministe nostrane se ne staranno ben zitte. Lo abbiamo detto e lo ripetiamo, per questi personaggi deve valere una sola regola: rimpatrio o remigrazione, senza se e senza ma. Non ci sottometteremo mai alla cultura islamica estremista che considera le donne come un oggetto». «Mi conforta vedere che questa volta la Magistratura si è comportata correttamente, riconoscendo la pericolosità del soggetto» ha aggiunto il deputato di Fratelli d’Italia e memoria storica della destra milanese, Riccardo De Corato.

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Mentre il magistrato procede con la richiesta di custodia cautelare la domanda che resta sospesa è quanto ancora la città dovrà attendere prima di vedere un'inversione di tendenza reale sul controllo del territorio. «Mi piacerebbe sentire una presa di posizione e una dichiarazione chiara da parte di Sala – aggiunge Riccardo Truppo di FdI a Palazzo Marino - Già questo porterebbe a una presa di coscienza. Se così non fosse allora c’è un problema di percezione sul fenomeno e i milanesi ne devono essere consapevoli». Intanto il nucleo Antiterrorismo dei Ros di Milano sta effettuando verifiche tramite Interpol per escludere un eventuale coinvolgimento dell’uomo in ambienti radicalizzati.