«Mai visto nulla di simile». Queste le parole più usate dai commercianti del centro il giorno dopo gli scontri di sabato e ieri pomeriggio. Una vera e propria guerriglia urbana che ha colto di sorpresa esercenti e clienti proprio nei giorni dello shopping provocando danni ingenti. Come al bar “Le tre gazzelle” di corso Vittorio Emanuele dove Francesca racconta di averci rimesso circa 600 euro. «Sono arrivati all’improvviso e senza un apparente motivo hanno cominciato a distruggere tutti i tavolini del dehor», spiega la ragazza, raccontando che se i camerieri non fossero intervenuti in difesa del locale le cose sarebbero andate anche peggio. «Quello che ricordo più distintamente è la rabbia di quei giovani», continua la commerciante, «mai visto tanta cattiveria in vita mia».
Milano, auto privata cerca di fuggire: orrore dei vandali, come la riducono (con le persone dentro)
Dopo gli scontri di sabato a margine della manifestazione contro il carovita in diverse città italiane, domenica ...E di «rabbia fuori controllo» parla anche Franca, la commessa di un negozio di profumi che ricorda il pomeriggio degli scontri come «follia pura». «Avevano il diavolo in corpo e sembrava volessero sfasciare qualsiasi cosa capitasse loro a tiro», ricorda la ragazza indicando il luogo appena fuori il suo negozio dove i maranza hanno distrutto una ventina di biciclette del Comune. «Erano quasi tutti stranieri ma parlavano perfettamente italiano», continua la commessa, «più la gente diceva loro di smettere più loro si accanivano nel distruggere». «Sembrava un inferno, correvano, spaccavano e rompevano tutto quello che gli si presentava davanti», dichiara a sua volta il responsabile del ristorante “San Carlo al 2”. «Per prima cosa abbiamo fatto entrare i clienti seduti nel dehor», spiega l’esercente, «prima di barricarci abbiamo però fatto entrare un gruppo di atleti che si stava allenando in una vicina palestra». «In 42 anni di attività non ho mai assistito a nulla di simile», continua il responsabile, «ciò che è accaduto è un indecenza che Milano farà molta fatica a dimenticare». E di «razzia» parlano i dipendenti di un’importante catena di abbigliamento di corso Vittorio Emanuele, ricordando i maranza che entrano al “Foot locker” e rubano tutto ciò che possono. «Dire che sono dei vandali è dire poco», spiega una delle giointuire, i due milioni saranno ampiamente superati. In Francia, tanto per avere un ordine di grandezza, circa 1.500 negozi e esercizi commerciali hanno subito danni durante le proteste e molti di essi sono stati saccheggiati. Il costo per le attività ammonterà a «diverse centinaia di milioni di euro». Drammatico, quanto assurdo.
I SINDACATI DI POLIZIA
Negozi saccheggiati, auto vandalizzate, vetrine spaccate, i pali dei cartelli stradali utilizzati come lance. E poi cassonetti incendiati e bidoni dell’immondizia lanciati contro le forze dell’ordine. Senza dimenticare i sampietrini e i pezzi di pavé usati come proiettili. Ma anche le ore di lavoro perso da chi non ha potuto raggiungere il proprio posto di lavoro, con gli esercenti e i commessi costretti ad asserragliarsi nei negozi per difendere se stessi e la merce. E che dire dei turisti sorpresi e impauriti da tanta violenza? Anche loro vittime di una follia senza senso, di una guerriglia urbana fatta solo per fare danni, senza una reale motivazione, ammesso vi sia mai un motivo per devastare una città.
C’è tutto questo, ma non solo, nel conto dei danni provocati dagli sfascisti di sinistra, con dentro i maranza guidati dai professionisti delle violenze di piazza che hanno messo a ferro e fuoco le città italiane. Il punto massimo a Milano, colpita al cuore e stuprata nella sua stessa essenza di città europea, aperta al nuovo, diventata l’epicentro dell’ondata di violenza che dalla Francia è arrivata in Italia. Secondo le prime stime si parla di almeno due milioni di euro di danni, la metà nel capoluogo lombardo, anche se per la cifra esatta occorre attendere il bilancio degli scontri di ieri. E, come è facile Ma ancor più assurdo è un altro aspetto: chi pagherà per tutto questo? A chi verrà presentato il conto? Con le norme vigenti a nessuno. E proprio per questa ragione il leader della Lega, Matteo Salvini, rilancia la proposta di trasformare in legge il proverbio “chi rompe paga”. «Non abbiamo visto manifestazioni di studenti. Abbiamo visto in azione criminali senza valori, senza ideali, senza appartenenze e da tali vanno trattati», sottolinea il vicepremier, rilanciando la proposta targata Lega, «una norma di buonsenso che da tempo stiamo proponendo a tutte le forze parlamentari: “chi rompe paga”, ossia chiunque organizzi una manifestazione, un corteo deve dare una cauzione, firmare con nome e cognome e, in caso di danni pubblici o privati, ne paga personalmente le conseguenze. È ora di approvarla», rimarca Salvini, «la ripresenteremo ancora questa settimana. In passato, sia le opposizioni che altri, dissero che il provvedimento era eccessivo. Mi sembra che le scene di questi giorvani, «vedere tutti quei nordafricani scappare pieni di scatole di scarpe è stato scioccante».
«Vengo da uno dei così detti Paesi del terzo mondo, ma nelle mia nazione non ho mai visto scene simili», spiega una sua collega, «se da noi ti comporti in questo modo ti mettono dentro e buttano la chiave, qui invece siete troppo buoni». Anche i chioschetti che vendono gelati e caldarroste se la sono vista brutta. «Ci siamo trovati in mezzo a due fuochi», spiega uno dei proprietari, «da un lato polizia e carabinieri sparavano lacrimogeni che i manifestanti raccoglievano e rilanciavano al mittente». «La gente all’inizio è venuta a nascondersi dietro il mio chiosco dalle pietre che continuavano a cadere», continua il direttore di un altro chioschetto a pochi passi dalle guglie del Duomo, «alla fine però anche noi siamo stati colti dal panico e siamo fuggiti abbandonando tutta la merce». «Ad essere attaccati non sono state solo le forze dell’ordine, ma anche tutti gli onesti commercianti che ogni mattina iniziano a lavorare per dare ricchezza a questa città», spiega Riccardo De Corato, deputato di Fdi, «Ilaria Salis aveva invocato per l’Italia le stesse proteste in corso in Francia, sarà lei a pagare i danni?».




